lunedì 5 settembre 2011

Comunicato stampa PPD + PS di Tegna

Aggregazione Tre Terre: votiamo SI il 25 settembre

La Sezione PPD e il Gruppo PS di Tegna desiderano sottolineare l’importanza della votazione consultiva del prossimo 25 settembre che vedrà la popolazione esprimersi sull’aggregazione tra Tegna, Verscio e Cavigliano. Il progetto aggregativo è un passo fondamentale per lo sviluppo dei nostri tre paesi; infatti solo unendoci potremo avere una maggiore forza contrattuale verso l’agglomerato di Locarno e verso il Cantone. Con la fusione eviteremo inoltre una dispersione di risorse sia umane che finanziarie. Basti pensare che viviamo in un territorio ristretto di pochi chilometri e tre amministrazioni comunali non sono performanti per il nostro sviluppo. Le Tre Terre, unite in un unico comune, avranno la massa critica per proporre quei servizi che attualmente non possono neanche essere presi in considerazione. Pensiamo ad esempio agli aiuti per gli anziani o ai giovani. Ma ora le situazioni di collaborazione intercomunale non sono più sufficienti: è giunto il momento di cambiare per avere un unico Comune più performante e che sappia rispondere al meglio ai nuovi e molteplici bisogni della popolazione.

Infine, apparentemente le finanze comunali di Tegna potrebbero sembrare positive, ma non lo sono per niente: è vero che abbiamo un capitale proprio importante, ma pure un debito pubblico fuori misura. E ricordiamoci che, quando verrà realizzato la nuova scuola, il capitale proprio sarà azzerato ma il debito pubblico rimarrà elevato o risulterà ancora più alto. Inevitabilmente il moltiplicatore d’imposta verrà ritoccato verso l’alto (e non di poco!). Non lasciamoci quindi ingannare dalle strategie politiche applicate dal nostro Municipio contrario da sempre all’aggregazione e poco incline, lo si è visto più volte, a risolvere problemi importanti. Con l’aggregazione non solo ci saranno più forze da mettere in campo, ma anche nuove “teste” capaci di pensare finalmente al bene comune di tutti i cittadini.

Con questi principali argomenti, la Sezione PPD e il Gruppo PS di Tegna invitano la popolazione a votare SI il prossimo 25 settembre.

sabato 3 settembre 2011

Non lasciamoci illudere dal moltiplicatore d'imposta

Corriere del Ticino
TRIBUNA LIBERA GIUSEPPE DE BIANCHI*
NON LASCIAMOCI ILLUDERE DAL MOLTIPLICATORE D'IMPOSTA


C
ome tutti sapranno il Mu­nicipio di Tegna ha fissato il moltiplicatore d'imposta al 75% per l'anno 2010 ri­ducendolo di 5 punti percentuali ri­spetto all'anno precedente. La decisio­ne del Municipio è stata probabilmen­te accolta con soddisfazione da buo­na parte della popolazione che vede quindi diminuire l'onere delle impo­ste comunali a suo carico. Una deci­sione di questo genere dovrebbe però lasciar intendere una situazione eco­nomica particolarmente rosea e sta­bile che invece non corrisponde alla realtà. Il moltiplicatore fissato dal Mu­nicipio è infatti un moltiplicatore po­litico e non è assolutamente in rela­zione con l'effettiva situazione econo­mica delle casse comunali. Il preven­tivo 2011 chiude con una perdita di oltre Fr. 300'000.- mentre i consuntivi degli anni precedenti hanno registra­to continue perdite contenute da am­mortamenti minimi. Il consuntivo
2010 dovrebbe anch'esso chiudersi, co­me da preventivo in perdita. Appli­cando un moltiplicatore d'imposta adeguato il Municipio avrebbe dovu­to almeno cercare di raggiungere l'equilibrio finanziario con la chiusu­ra dei conti della Gestione corrente in pareggio ed evitando di «giocare», co­me fatto in tutti questi anni, con il ca­pitale proprio che, in sintesi, non è for­mato da denaro fisico ma è una po­sta contabile e questa è l'unica forza del Comune di Tegna cioè oppio. Co­me farà il Municipio a far fronte agli investimenti cospicui per la nuova scuola? Ha costituito in questi anni mezzi propri? Si è dotato di un piano finanziario, previsto dalla legge, per valutare l'impatto di tutti gli oneri re­lativi al nuovo investimento sulla ge­stione corrente e sul moltiplicatore? Il Municipio dovrà certamente rivolger­si al mercato finanziario per gli inve­stimenti necessari, ma soprattutto l'im­patto dei nuovi pesanti costi avrà for­ti ripercussioni non solo sul moltipli­catore d'imposta ma si assisterà ad un aumento preoccupante del debito pub­blico e di quello pro capite, già oggi elevati, che graveranno sulle genera­zioni future. La decisione di ridurre il moltiplicatore è stata quindi una de­cisione inopportuna ed insensata e per fortuna, dal prossimo anno, sarà il CC e non più il Municipio a stabilirlo. È quindi irresponsabile che un esecuti­vo progetti un importante investimen­to come la scuola, senza preoccupar­si di calcolarne gli effetti sulla gestio­ne corrente e di riflesso sul moltiplica­tore. Se però si analizza la posizione dell'esecutivo nei confronti del proget­to di aggregazione con Verscio e Cavi­gliano si può facilmente capire la mos­sa «strategica» della riduzione del mol­tiplicatore utilizzato come specchietto per le allodole. Una simile decisione può infatti far credere alla popolazio­ne che Tegna si trovi in una situazio­ne privilegiata rispetto ai 2 Comuni li­mitrofi nascondendo la realtà delle co­se nella convinzione di attirare voti contrari all'aggregazione. Ricordiamo­ci che anche in occasione della vota­zione del settembre 2002 la situazione del moltiplicatore era analoga. Il mol­tiplicatore fissato per il 2002 e il 2003 era del 65% mentre nel 2004 era già salito al 80% per poi raggiungere il 90 % l'anno seguente. Ho ritenuto indi­spensabile dare questi chiarimenti al­la popolazione per evitare che si cada nel tranello «abilmente» escogitato dal Municipio per convincere la gente che per il nostro Comune l'aggregazione non è un buon affare. Il voto dei cit­tadini non deve essere influenzato da decisioni politiche di parte e non cor­rette. La popolazione di Tegna dovrà quindi poter decidere con un'informa­zione seria e senza illusioni di alcun genere, tenendo presente che si sta de­cidendo il destino «politico» non solo nostro, ma soprattutto dei nostri figli.
* già municipale (capo dicastero finanze) di Tegna

Rassegna stampa - 3 settembre 2011

Corriere del Ticino

Tre Terre Verscio, sarà ancora un plebiscito?
Secondo incontro pubblico sulla fusione E a Tegna si aggira il fantasma... della coatta


Serata senza sorprese per l'aggregazio­ne del Pedemonte; l'incontro pubblico a Verscio - Comune che nel 2002 aveva ple­biscitato, con l'85% dei voti, l'unione poi naufragata con Tegna e Cavigliano - ha in sostanza confermato l'orientamento po­sitivo della popolazione locale; l'attesa è ora tutta rivolta verso Tegna, dove l'inco­gnita riguarda la propensione dei cittadi­ni a seguire la fiera (e unanime) opposizio­ne mostrata dal Municipio.
A Verscio, il Cantone è stato rappresenta­to dal direttore della sezione Enti locali Elio Genazzi, che - richiamando la sua espe­rienza di sindaco, a Maggia - ha ricordato come il primo colpo di piccone del «can­tiere politico ticinese del decennio» fosse giunto, a metà degli anni ‘90, sotto forma di provocazione. Il documento
Il Cantone e i suoi Comuni , commissionato dall'allo­ra direttore del Dipartimento istituzioni Alex Pedrazzini, aveva avuto «l'effetto di un sasso gettato nello stagno», allora po­polato da 247 tra pesci grandi, medi, pic­coli e piccolissimi. «Oggi siamo scesi a 157 Comuni, e l'obiettivo è di ridurli a meno di cento», ha ribadito Genazzi, sottolinean­do che «in nessun caso chi si è aggregato oggi vorrebbe tornare indietro». Infine, è giunto l'elogio al progetto Tre Terre - ripar­tito nel 2007, grazie a una raccolta di firme - «nato dal basso e quindi genuino».
Da parte sua, il sindaco Bruno Caverzasio ha poi invitato la popolazione a riflettere sulla stanchezza della quale soffrono i Co­muni attuali, esemplificata dalla difficoltà nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per la politica, e sullo scarso peso del Pedemonte a livello regionale: «Non ci invitano neanche alle riunioni del Convivio intercomunale dei sindaci!».
Sul versante finanziario, il capo Dicastero Antonio Monaco ha invece riassunto la si­tuazione attuale con una schematica pa­gella; Cavigliano è «in difficoltà per i gros­si investimenti sostenuti nel recente pas­sato», Verscio è oggi «messo meglio dei vi­cini, grazie ai risparmi degli ultimi anni» mentre Tegna rimane «difficile da valuta­re»: «ha un aspetto fiorente, ma preoccu­pa per l'elevato debito pubblico, più del doppio della media cantonale, e per il bas­so livello degli ammortamenti».
Tra gli interventi del pubblico, da segna­lare in particolare quello del municipale caviglianese Danilo Ceroni, con l'invito a prendere esempio dai giovani: «Loro l'ag­gregazione l'hanno già fatta, grazie al cal­cio, e quando il Raggruppamento Melez­za segna una rete si abbracciano senza guardare a confini comunali!». Sul fronte del dissenso, ancora una volta si è espres­so il sindaco di Tegna Omar Balli, lamen­
tando l'esiguità del contributo cantonale (poco meno di 3 milioni, in tutto). Elio Ge­nazzi, in proposito, si è difeso ricordando come Tre Terre sia rientrato solo come ca­so particolare nel credito-quadro di 120 milioni votato dal Gran Consiglio, e aggiun­gendo: «Ricordate che non vi aggregate per farci un favore e che il Cantone non vi de­ve nulla, ma si limita a operare mirando a equilibrio ed equità di trattamento».
Ultima nota sulla fusione coatta, tema di certo destinato a scaldare gli animi da qui al 25 settembre. Secondo Omar Balli, que­sto provvedimento - che secondo molti andrebbe applicato, nel caso di un nuovo «no» da parte di Tegna - sarebbe «antide­mocratico e indecente, anche perché fino­ra Bellinzona non ha fatto nulla per favo­rire questa aggregazione».
O.B.

venerdì 2 settembre 2011

Rassegna stampa - 2 settembre 2011

La Regione Ticino

Il peso del denaro

Cavigliano, primo serrato confronto sul tema dell’aggregazione

D.L.

I cittadini di Cavigliano, stando agli umori della sala, di principio sembrano d’accordo con l’idea di aggregarsi. Ma sull’ipotesi di accorpare i Comuni di Cavigliano, Verscio e Tegna c’è anche chi rompe questo schema. Com’è il caso dei municipali di Tegna, che se la prendono coi pochi soldini versati dal Cantone. Troppo pochi i due milioni per permettere di sognare in grande.

Mercoledì, nella sala comunale, è andata in scena la prima delle 4 serate ufficiali di presentazione del progetto in consultazione popolare il prossimo 25 settembre. Autorità municipali locali, rappresentante del Dipartimento istituzioni e membri della Commissione di studio per l’aggregazione hanno invitato la sala a ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale unire le forze. Corrado Bianda (Enti locali) ha ricordato il punto di vista del Cantone sul cantiere “aggregazioni”, insistendo sul fatto che le decisioni non devono essere prese di pancia ma con cognizione di causa e senza pregiudizi. Ha pure messo in guardia i presenti sui rischi di una bocciatura del progetto: « Se esce un ‘no’ dalle urne, la porta arrischia di essere chiusa per lungo tempo ».

L’invito a cominciare a ragionare su un nuovo assetto organizzativo è giunto dal sindaco di Cavigliano (brillante la sua presentazione, ndr .) : « Ci sono realtà che hanno una logica che porta alla fusione. La nostra, per certi versi, è una delle più scontate perché geograficamente e demograficamente i nostri tre paesi sono simili – ha esordito Fabrizio Garbani Nerini –. I problemi che dobbiamo affrontare e le competenze sono sempre più di tipo regionale, solo uniti saremo in grado di far sentire la nostra voce. Nessuno di noi, inoltre, preso singolarmente, è in grado di realizzare uno solo dei progetti auspicati nello studio ». Quanto all’aspetto del futuro Comune unico di Tre Terre (nome che, in sala, ha fatto sorgere qualche piccola perplessità) ha spiegato: « Resterà una realtà a misura d’uomo, un villaggio di 2.600 anime con prerogative e peculiarità intatte ma con più autorevolezza ». Applausi scroscianti per lui. Danilo Ceroni, membro della Commissione di studio, ha radiografato, dal punto di vista economico, il quadro attuale e gli scenari futuri. La discussione ha cambiato il passo quando è stato dato spazio agli interventi del pubblico. Romano Maggetti ha esortato i tre Comuni a mettersi assieme, valorizzando le rispettive qualità (il decisionismo di Verscio, la precisione e correttezza di Cavigliano e la sensibilità sociale di Tegna). Il granconsigliere Cick Cavalli ha indicato nel servizio pubblico, nelle pari opportunità e nelle infrastrutture per la cittadinanza le ricchezze del futuro ente. Il primo cittadino di Tegna, Marco Peter, ha definito non rappresentativo della volontà dei cittadini l’attuale Esecutivo di Tegna, ricordando come la maggioranza del Legislativo si sia espressa per la fusione. Sul fronte opposto, a picconate Omar Balli, sindaco di Tegna, ha cercato di sgretolare le speranze di chi crede che, con gli aiuti del Cantone, si possano portare a compimento innumerevoli progetti. Un attacco diretto al Governo, accusato di favorire altri processi aggregativi a scapito del Pedemonte. Immediata la replica di Corrado Bianda, che senza tanti giri di parole ha spiegato che questi due milioni (più incentivi sotto altre forme) non erano nemmeno stati previsti, dal momento che la fusione nel Pedemonte non rientra nei progetti che beneficiano del credito complessivo di 120 milioni. Per la serie, prendeteveli in fretta e zitti. « La vostra rabbia contro il Cantone – ha osservato Garbani Nerini – non vi deve allontanare da noi! La fusione noi la facciamo per il nostro interesse, non per quello di Bellinzona. Il chiudersi a riccio non si giustifica. Al contrario, dovremo darci una mano ». Ulteriore ondata di applausi. Finale assai arroventato: Omar Balli è tornato a suonare il tam tam delle “pie illusioni”, concetto ripetuto all’inverosimile, tanto da mandare su tutte le furie alcuni presenti. Il suo collega di Municipio Sergio Ferrari ha invece parlato di una « progettualità che non può esserci. Senza soldi partiamo zoppi! ».

Ma di denaro, anche a Tegna, a detta di Antonio Monaco, della Commissione di studio, non ce n’è: con quattro cifre messe lì con gran dimestichezza ha distrutto il forziere dei “cugini”. Come dire o vi unite, o finirete presto sul lastrico.

Il vil denaro resta comunque, una volta ancora, una delle cause di pregiudizio nei confronti del matrimonio a tre.



Corriere del Ticino
Tre Terre Ultima spiaggia per la fusione comunale
Cavigliano confida nel sì, ancora dubbi da parte tegnese


Secondo un noto proverbio per fare un matrimonio bisogna essere in due. Poco confutabile in un contesto pura­mente legale e coniugale. Piuttosto di­scutibile, in senso positivo s'intende, se il riferimento è il prossimo 25 settem­bre, giorno in cui le popolazioni di Te­gna, Verscio e Cavigliano saranno chia­mate a votare in merito al progetto di aggregazione delle Tre Terre o, in altre parole, a confermare che l'affare - o me­glio, l' opportunità - non può essere ta­le se non stipulata a tre. Ipotesi che gli addetti ai lavori, in primis il gruppo di sostegno «L'Unione fa la forza», si au­gurano entri nella testa e nel cuore dei cittadini di tutte e tre le località che de­cideranno le sorti della nuova entità co­munale. Nella testa, pensando al mag­giore peso politico, autonomia e pote­re decisionale che deriverebbero da un esito positivo delle votazioni. Nel cuo­re, se davvero si ha a cuore (il gioco di parole è d'obbligo) il potenziale benes­sere socio-economico a vantaggio del­la comunità locale. Sembrano queste, perlomeno, le aspettative raccolte du­rante la prima serata informativa sul processo di fusione, tenutasi mercole­dì a Cavigliano.
Ticino da riorganizzare

L'incontro, prima di procedere col pun­to di vista dei diretti interessati, è stato comunque introdotto da una panora­mica cantonale. Se un processo di ag­gregazione avviene soprattutto nell'in­teresse della popolazione residente - coi relativi benefici - sono altresì perti­nenti le motivazioni fornite da parte del
Consiglio di stato. Come sottolineato da Corrado Bianda della Sezione enti locali, le diverse fusioni avvenute negli scorsi anni su suolo cantonale sono par­te fondamentale dell'importante rior­ganizzazione istituzionale in corso, comprendente una massiccia riduzio­ne del numero di comuni. Passare quin­di dalle 247 entità del 1994 - troppe per una popolazione di 350 mila abitanti - a un potenziale centinaio consentireb­be alle autorità l'istituzione di comuni finanziariamente sani, da mantenere tali nel corso del tempo dandogli mag­giore autonomia e capacità contrattua­li. Per la cronaca l'attuale situazione ve­de 157 unità, 90 in meno rispetto al 1994.
Ultima occasione

La conclusione di Bianda è perentoria: se stavolta il progetto non passasse, co­me accadde nel 2002 causa rinuncia della popolazione di Tegna, di occasio­ni per riproporlo, ridiscuterlo e rimet­terlo in votazione non vi saranno più. Nello stesso tempo, però, è stato ricor­dato che proprio per la sua importan­za la decisione va pur presa con crite­rio e coscienza, soppesando tutti i fat­tori del caso.

Qui Cavigliano

Ricollegandosi al discorso precedente è poi toccato a Cavigliano (in cui, nel 2002, la votazione passò sul filo del ra­soio) sintetizzare le ragioni per portare i cittadini verso il «sì». Un'unione, que­sta, che avverrebbe fra tre realtà conti­gue oltre che simili, un'unione nella lo­
ro specificità e che, secondo il sindaco
Fabrizio Garbani Nerini
, è una delle più scontate in Ticino perché l'impor­tante riassestamento a livello di Muni­cipio e Consiglio comunale portereb­be maggiori efficacia ed efficienza nel risolvere le problematiche comuni al­le località coinvolte. Tra esse, notevoli passi si farebbero verso una miglior sta­bilità finanziaria che consentirebbe, di conseguenza, miglior progettualità. Ci­tati a tal proposito, tra gli altri, i piani per la nuova scuola a Tegna, per la pa­lestra, per la ristrutturazione del centro amministrativo di Verscio e per l'ade­guato completamento della pista cicla­bile lungo la Melezza.
La parola al pubblico

Nonostante un clima favorevole alla fu­sione alcuni rappresentanti del comu­ne di Tegna non hanno esitato a solle­vare qualche dubbio, soprattutto sul comportamento del Cantone che, a det­ta del sindaco
Omar Balli , ha deciso la cifra del contributo ben prima di con­sultare il rapporto definitivo della com­missione. A tal riguardo i 2 milioni ba­sterebbero per la realizzazione di ben pochi progetti rispetto a quelli in lista. Non è mancato un piccolo scontro ver­bale con l'omologo caviglianese, che ha accusato il collega di eccessiva ridon­danza dopo l'ennesima critica alle au­torità.
Ieri sera è stata la volta di Verscio e mar­tedì 6 settembre toccherà a Tegna, men­tre il 10 settembre, sempre a Tegna, par­te la simbolica biciclettata.

IVAN SUGAR



Giornale del Popolo
PEDEMONTE Primo incontro pubblico
«La fusione utile anche a Tegna»

La prima delle quattro serate pubbliche dedicate all’aggregazione del Pedemonte è andata in scena mercoledì, nella sala comunale di Tegna, in vista della consultazione popolare del prossimo 25 settembre. Autorità municipali locali, rappresentante del Dipartimento istituzioni e membri della Commissione di studio per l’aggregazione hanno invitato la sala a ragionare su quanto sia
davvero opportuno e funzionale unire le forze.
Corrado Bianda (Enti locali) ha insistito sul fatto che le decisioni non devono essere prese di pancia ma con cognizione di causa e senza pregiudizi. Ha pure messo in guardia i presenti sui rischi di una bocciatura del progetto: «Se esce un “no” dalle urne, la porta arrischia di essere chiusa per lungo tempo
».
Anche il sindaco di Cavigliano Fabrizio Garbani Nerini, attraverso una brillante relazione,
ha invitato a ragionare attentamente: «Ci sono realtà che hanno una logica che porta alla fusione», ha esordito. «La nostra, per certi versi, è una delle più scontate perché geograficamente e demograficamente i nostri tre paesi sono simili. I problemi che dobbiamo affrontare e le competenze sono sempre più di tipo regionale, solo uniti saremo in grado di far sentire la nostra voce. Nessuno di noi, inoltre, preso singolarmente, è in grado di realizzare uno solo dei progetti auspicati nello studio».
Il nuovo Comune, ha proseguito, «resterà una realtà a misura d’uomo, un villaggio di
2600 anime con prerogative e peculiarità intatte ma con più autorevolezza». Applausi scroscianti.
Sul fronte opposto, Omar Balli, sindaco di Tegna, il quale ha cercato di smontare le speranze
di chi crede che, con gli aiuti del Cantone, si possano portare a compimento innumerevoli
progetti. Un attacco diretto al Governo, accusato di favorire altri processi aggregativi a scapito del Pedemonte. «La vostra rabbia contro il Cantone – ha replicato Garbani Nerini – non vi deve allontanare da noi! La fusione noi la facciamo per il nostro interesse, non per quello di Bellinzona». Applausi. Il clima si è scaldato. Omar Balli è tornato a suonare il tam tam delle “pie illusioni”, concetto ripetuto più e più volte. Dunque il Cantone non darebbe abbastanza soldi,
quindi meglio lasciare perdere? Ma in realtà di denaro, anche a Tegna, a detta di Antonio Monaco della Commissione di studio, non ce n’è: ha dimostrato con poche ma chiare cifre che o ci si unisce o si finisce sull’astrico».

sabato 27 agosto 2011

‘Tre Terre’, un territorio coerente

La Regione Ticino, sabato 27 agosto 2011

Il dibattito

‘Tre Terre’, un territorio coerente

di Francesco Cavalli,Verscio

Costituire “entità territoriali coerenti” è una delle condizioni previste dalla Legge per procedere all’aggregazione tra due o più Comuni. Questo concetto di coerenza territoriale è stato fonte di non poche controversie nel caso di alcune aggregazioni portate a termine o abbandonate nel recente passato. Se è vero che in qualche caso il progetto aggregativo non era perfetto da questo punto di vista, nessuno potrà negare che le Terre di Pedemonte costituiscono un’entità territoriale coerente, anzi si può affermare, senza tema di smentita, che ne sono un caso esemplare. Un fatto riconosciuto in tutto il Cantone, da Chiasso ad Airolo, come pure da tutto l’arco politico dalla destra alla sinistra. Dal punto di vista geografico, lo si impara a scuola, le tre Terre sono disposte in modo analogo su terrazzi che scendono verso il fondovalle della Melezza. Gli insediamenti umani si sono sviluppati nel tempo partendo dai nuclei posti a ridosso della montagna per poi occupare, specialmente negli ultimi decenni, una porzione sempre maggiore di territorio. Così che ora i confini tra i singoli comuni sono sempre meno evidenti e anche gli ultimi spazi vuoti stanno scomparendo in conseguenza dell’intensa edificazione in atto nel settore ovest di Tegna. Ebbene su un territorio come il nostro, che si presenta con una morfologia unitaria e un’urbanizzazione uniforme, la presenza di tre entità politiche, che certamente si giustificava in passato, si sta sempre più rivelando eccessiva, se non persino controproducente. Questo nostro territorio è una risorsa preziosa e non rinnovabile: va dunque gestito con una politica lungimirante di “sviluppo sostenibile” che privilegi gli interessi della collettività e la qualità di vita. E questi obiettivi si raggiungeranno molto più facilmente con un comune unico che non con altre forme di collaborazione che spesso risultano di difficile gestione. Non è un discorso teorico in quanto gli esempi non mancano: si pensi all’approvvigionamento idrico con un consorzio e tre aziende comunali, ai percorsi ciclabili e alla viabilità in genere, alla zona artigianale, allo smaltimento dei rifiuti e al piano regolatore per limitarsi ai problemi che toccano la politica territoriale. Ma considerazioni analoghe valgono per ogni altro aspetto della conduzione della cosa pubblica, come è stato evidenziato nella presentazione del gruppo di sostegno “Tre Terre: l’unione fa la forza”. Fra poche settimane, le cittadine e i cittadini di Tegna, Verscio e Cavigliano si esprimeranno, in votazione consultiva, per accogliere o respingere questo secondo progetto aggregativo dei tre attuali Comuni. Si tratta, quasi certamente, dell’ultima opportunità che abbiamo a disposizione e che va colta per favorire uno sviluppo armonioso e costruttivo di queste nostre Tre Terre. Nella convinzione che la ricchezza di un territorio non va misurata in termini di capitale proprio o di moltiplicatore politico, ma è determinata dai valori ambientali e dalla qualità di vita, faccio un caldo invito a tutte e a tutti affinché il prossimo 25 settembre sostengano con un SÌ convinto la proposta di aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano in un unico comune che si chiamerà Tre Terre.

martedì 23 agosto 2011

Serate pubbliche e date importanti


Tre serate pubbliche sull'aggregazione nei Comuni interessati organizzate dal Cantone e dalla Commissione di studio:

- mercoledì 31 agosto a Cavigliano presso la sala multiuso, ore 20
- giovedì 1 settembre a Verscio, presso il salone comunale, ore 20
- martedì 6 settembre a Tegna, presso il salone comunale, ore 20

- sabato 10 settembre: giornata pubblica organizzata dai partiti politici e dal gruppo di sostegno all'aggregazione. Seguiranno dettagli.
- lunedì 12 settembre: serata organizzata dal Municipio di Tegna, ore 20, salone comunale
- giovedì 15 settembre: dibattito conclusivo a Verscio presso il capannone dell'US

- domenica 25 settembre: SI VOTA, SI ALL'AGGREGAZIONE PER IL NUOVO COMUNE DI TRE TERRE


Rassegna stampa - 23 agosto 2011

La Regione Ticino

‘Tre Terre’, ora o mai più

La commissione di studio spiega i vantaggi dell’aggregazione intercomunale

D.L.
Comune unico del Pedemonte: indicazioni per una scelta responsabile. L’ipotesi che va sempre più delineandosi all’orizzonte di unificazione amministrativa dei tre Comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano è certamente affascinante come lo sono tutte quelle ipotesi di lavoro che propongono una razionalizzazione dell’esistente, una riorganizzazione e valorizzazione dei servizi e delle peculiarità ma, più in particolare della risoluzione di problematiche che costituiscono un freno ad un ottimale sviluppo. Legare sinergicamente le forze oggi divise – sacrificando le storiche individualità ed interessi di campanile in funzione di un futuro beneficio – o mantenere lo status quo? Questo il dilemma al quale il prossimo 25 settembre saranno chiamati a rispondere i cittadini delle Tre Terre tramite il voto consultivo.

Ieri intanto, a Cavigliano, il Gruppo di studio per la fusione (con alla testa Marco Mariotta ), al quale si deve il gran lavoro di raccolta dati e di programmazione portato avanti dal 2007 ad oggi, ha voluto incontrare la stampa per presentare quelli che sono gli atout del progetto. A cominciare da una struttura politica più snella ed efficace.

Oggi nei tre Comuni sono attivi 15 municipali e 67 consiglieri comunali; senza dimenticare le circa 160 persone che ruotano attorno a consorzi ed enti vari; con la fusione il loro numero scenderà a 5 municipali e 25 legislatori. I macchinosi e litigiosi consorzi, invece, spariranno. Ciò garantirà, in ogni settore, un’amministrazione più snella (con la riduzione dei tempi decisionali) e funzionale, irrobustendo la forza contrattuale del nuovo ente al cospetto dei Comuni circostanti e dello Stato. Ma, soprattutto, ha sottolineato il sindaco di Verscio Bruno Caverzasio , permetterà quella separazione dei poteri che oggi non può essere garantita in quanto in molti devono giocoforza ricoprire più funzioni e cariche. Sarà pure meno complicato trovare persone motivate e disposte ad occuparsi della “cosa pubblica”, dal momento che le poltrone in seno alle varie compagini saranno ridotte sensibilmente. In altre parole si allarga l’ambito territoriale da amministrare, si centralizzano le decisioni ma non cambiano né il sistema di amministrazione, né, molto realisticamente, le rappresentanze “politiche” e i relativi legami e modalità di amministrazione. Al di là di una generica economia di scala in termini di risorse umane, sul fronte della progettualità – sempre a detta degli interessati – le cose miglioreranno. Quale esempio sono state portate opere quali la nuova scuola di Tegna, il futuro Centro civico a Verscio (con la ristrutturazione del vecchio palazzo comunale) e la palestra/centro sportivo. Dal punto di vista finanziario – come ha illustrato Antonio Monaco – con gli aiuti e gli incentivi cantonali (importanti benefici annui giungeranno dalla Legge sulla promozione degli investimenti) il moltiplicatore di “Tre Terre” (così si chiamerà) si assesterà sul 90 per cento. « Ci saranno dei risparmi, ne sono sicuro, anche se non nell’immediato, dal momento che bisognerà dapprima procedere ad una riorganizzazione logistica ».

Legittimo chiedersi se dal Cantone non era possibile ottenere di più in termini di pregiata valuta: « Il Pedemonte rappresenta un caso anomalo. Non figurava infatti nella lista di quei progetti pronti a spartirsi la torta da 120 milioni di franchi destinata a tale scopo. È grazie all’aiuto dell’ex consigliere di Stato Luigi Pedrazzini che abbiamo potuto beneficiare di un contributo di due milioni. Perciò questa cifra va accettata». Anche perché – come rilevato da più parti – la fusione non deve basarsi solo sul parametro finanziario.

Le ipotesi: sì o no, cosa potrebbe succedere?

« Stavolta decidiamo noi. La prossima, se bocciamo il progetto, no. Saranno gli altri a decidere al posto nostro ». È categorica nel suo giudizio Mariagrazia Peri , rispondendo alla domanda “cosa succederà se l’aggregazione viene respinta?” Scartata l’ipotesi di una eventuale fusione a due perché priva di senso, si teme che il programma di sviluppo dei tre Comuni (capace di valorizzare le risorse naturalistiche, garantire la salvaguardia del territorio e offrire migliori servizi e infrastrutture alla popolazione) possa impantanarsi. Da non scartare nemmeno l’ipotesi di un’unione coatta.

Il governo è stato chiaro: niente fusioni, niente aiuti. Cosa ancor più grave se non si è saputo dotare il paese delle infrastrutture di base.

Nel caso di Tegna, la scuola: « Occorre stare attenti alle motivazioni portate dai contrari alla fusione come il Municipio di Tegna. Da 20 anni l’aspettiamo e non è ancora realtà – osserva Marco Mina –. Quello del moltiplicatore basso è uno specchio per le allodole! ». Dovesse invece prevalere il “sì”, ecco che il primo aprile del 2012 i cittadini del Pedemonte saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti nella nuova realtà istituzionale.

Per una più attenta e meditata analisi, in modo da porre i cittadini in condizione di comprendere e valutare la portata del voto che andranno a dare e le possibili conseguenze che ne possono derivare, sarà presto recapitata a tutti i fuochi la documentazione col materiale di voto.


Corriere del Ticino

Tre Terre Si avvicina il voto nell’«altro» 25 settembre
Fasi finali nella campagna sull’aggregazione del Pedemonte


■Mentre
l’attenzione generale è punta­ta sull’aggregazione della Sponda sini­stra della Maggia, c’è anche un «altro» 25 settembre; fra cinque domeniche, infat­ti, anche la popolazione delle Terre di Pe­demonte avrà infatti espresso il proprio parere sull’unione politica dei Comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano. Un pro­getto sicuramente più piccolo rispetto a quello che interessa l’area urbana – il comprensorio interessato conta 2.600 abitanti – ma non per questo meno com­plesso e travagliato, nella sua fase di svi­luppo. Ieri mattina, a Cavigliano, il Grup­po di studio che ha disegnato i contorni del futuro Comune di Tre Terre – questo il nome scelto per la nuova entità, in ca­so di successo alle urne – ha ripercorso la storia a di questa iniziativa politica, e descritto i contenuti degli accordi rag­giunti con il Cantone.
Il nuovo Comune in cifre

Questi, in poche cifre, i lineamenti di Tre Terre: detto dei 2.600 abitanti, il nuo­vo Comune si svilupperebbe su 1.139 ettari, avrebbe un capitale proprio di 4 milioni di franchi, moltiplicatore d’im­posta al 90% e possibilità annue di in­vestimento pari a 1,7 milioni di franchi senza ricorrere a ulteriore indebitamen­to. I tre progetti principali individuati dalla Commissione sarebbero la Scuo­la elementare di Tegna, il nuovo palaz­zo comunale a Verscio e il centro spor­tivo con palestra, sempre a Verscio. Dal
punto di vista politico, le attuali 160 pol­trone – tra Municipi, Consigli comuna­li e consorzi vari – si ridurrebbero dra­sticamente: il Comune conterebbe un Municipio di 5 membri e un Legislati­vo di 25.
Gli incontri con la popolazione

Per quanto riguarda l’avvicinamento al voto, in questi giorni la cittadinanza ri­ceverà a domicilio la documentazione con il materiale per esprimere la pro­pria decisione. Serate pubbliche sono poi previste nei saloni comunali dei tre Comuni (sempre con inizio alle 20): mercoledì 31 agosto a Cavigliano, il gior­no seguente a Verscio e mercoledì 6 set­tembre a Tegna. Il «gran finale» è poi in
programma giovedì 15 settembre dalle 18, nel capannone del campo sportivo di Verscio, con una maccheronata pre­ceduta dagli interventi dei sindaci e dei consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Norman Gobbi. Da segnalare, infine, una giornata ricreativa organizzata dal Gruppo di sostegno all’aggregazione, sabato 10 settembre: in programma, con partenza da Tegna alle 16 e arrivo a ca­vigliano alle 18, una biciclettata sull’ar­gine del fiume seguita da un aperitivo.
L’enigma rimane Tegna

Oggi come nove anni or sono, ad ogni modo, il vero punto interrogativo dell’ag­gregazione è la posizione di Tegna. Il Mu­nicipio ha ribadito il suo parere negati­vo sul progetto – ritenuto «Versciocentri­co » e troppo povero, visto l’esiguo con­tributo finanziario cantonale – e non è chiaro se i cittadini, ancora una volta, ne seguiranno le indicazioni. Di sicuro – hanno chiarito i membri della Commis­sione di studio – per ora c’è solo che l’op­zione dell’aggregazione coatta non è più un tabù; soprattutto se, come nel 2002, i «sì» dalle urne saranno maggioritari – ol­tre che negli altri due Comuni – anche nel computo complessivo.
O.B.


Giornale del Popolo

TEGNA, VERSCIO E CAVIGLIANO Incontro con la Commissione di studio

«La fusione? Un’opportunità (l’ultima) da non perdere»

I punti forti del progetto descritti nel Rapporto alla cittadinanza redatto dal Cantone, distribuito in questi giorni a tutti gli abitanti.

di DOMINIQUE RATTAGGI-SALMINA

Servizi migliori, maggiore progettualità, gestione più razionale delle risorse, finanze più solide, decisioni più rapide. Sono solo alcuni dei numerosi benefici legati all’aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano. Benefici che sono elencati nel Rapporto alla cittadinanza redatto dal Cantone, che dovrebbe giungere nelle case degli abitanti delle Terre di Pedemonte proprio in questi giorni, insieme ai preavvisi dei Municipi di Verscio e Cavigliano (quello di Tegna non è ancora pronto).

Ieri alcuni membri della Commissione di studio (Marco Mariotta, Bruno Caverzasio, Antonio Monaco, Mariagrazia Peri e Marco Mina) hanno incontrato la stampa per presentare la pubblicazione, ricordare gli appuntamenti in vista della votazione consultiva del 25 settembre (vedi box) e ribadire l’importanza del progetto. Un progetto che – si spera – vada finalmente in porto. «I cittadini – ha infatti commentato Mariagrazia Peri – devono capire che questa volta decidiamo ancora noi, la prossima no. Se non ci aggreghiamo, diventando più forti agli occhi del Cantone, in futuro ci obbligheranno ad unirci a Locarno». Insomma, il messaggio è abbastanza chiaro: «Non sprechiamo quest’ultima chance».

I cittadini delle Tre Terre, lo ricordiamo, erano già stati chiamati ad esprimersi sulla fusione nel 2002. L’esito, allora, era stato positivo a Verscio e Cavigliano, ma negativo a Tegna. Per questo motivo il progetto era stato abbandonato. A nove anni di distanza, Tegna resta la gatta da pelare. Il Municipio ha infatti preavvisato negativamente la proposta elaborata e il sindaco Omar Balli – come spiegato ieri – ha addirittura lasciato la Commissione di studio, ritenendola di sostegno all’aggregazione e non solo di accompagnamento. L’obiettivo è quello di creare un nuovo Comune (che si chiamerà Tre Terre e conterà circa 2.600 abitanti), che risponda in modo più efficiente ed efficace alle necessità della popolazione. «Oggi – ha spiegato Mariotta – in una realtà piccola come la nostra abbiamo 15 municipali e 67 consiglieri comunali. Decisamente troppi. Con la fusione si passerebbe a cinque municipali e 25 consiglieri». «E quel che è importante – ha aggiunto Caverzasio – è che si avrà una reale separazione dei poteri: il municipale farà il municipale, il funzionario farà il funzionario. Attualmente, purtroppo, non è così ». Insomma, si avrà un’organizzazione migliore, a tutto vantaggio della popolazione. Punto fondamentale, come ricordato, la progettualità. Tre i progetti prioritari per il nuovo Comune: la scuola elementare a Tegna, la trasformazione del palazzo comunale di Verscio in un centro amministrativo e culturale, e la formazione di un centro sportivo a Verscio.

«Qualcuno sostiene – ha spiegato Monaco – che non serve la fusione, ma che basterebbe aumentare la collaborazione tra Comuni. Non è così: lo dimostrano i problemi legati alla ciclopista e al Consorzio intercomunale acqua potabile».