Aggregazione Tegna-Verscio-Cavigliano Votazione consultiva: 25 settembre 2011
lunedì 5 settembre 2011
Comunicato stampa PPD + PS di Tegna
sabato 3 settembre 2011
Non lasciamoci illudere dal moltiplicatore d'imposta
NON LASCIAMOCI ILLUDERE DAL MOLTIPLICATORE D'IMPOSTA
Come tutti sapranno il Municipio di Tegna ha fissato il moltiplicatore d'imposta al 75% per l'anno 2010 riducendolo di 5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. La decisione del Municipio è stata probabilmente accolta con soddisfazione da buona parte della popolazione che vede quindi diminuire l'onere delle imposte comunali a suo carico. Una decisione di questo genere dovrebbe però lasciar intendere una situazione economica particolarmente rosea e stabile che invece non corrisponde alla realtà. Il moltiplicatore fissato dal Municipio è infatti un moltiplicatore politico e non è assolutamente in relazione con l'effettiva situazione economica delle casse comunali. Il preventivo 2011 chiude con una perdita di oltre Fr. 300'000.- mentre i consuntivi degli anni precedenti hanno registrato continue perdite contenute da ammortamenti minimi. Il consuntivo 2010 dovrebbe anch'esso chiudersi, come da preventivo in perdita. Applicando un moltiplicatore d'imposta adeguato il Municipio avrebbe dovuto almeno cercare di raggiungere l'equilibrio finanziario con la chiusura dei conti della Gestione corrente in pareggio ed evitando di «giocare», come fatto in tutti questi anni, con il capitale proprio che, in sintesi, non è formato da denaro fisico ma è una posta contabile e questa è l'unica forza del Comune di Tegna cioè oppio. Come farà il Municipio a far fronte agli investimenti cospicui per la nuova scuola? Ha costituito in questi anni mezzi propri? Si è dotato di un piano finanziario, previsto dalla legge, per valutare l'impatto di tutti gli oneri relativi al nuovo investimento sulla gestione corrente e sul moltiplicatore? Il Municipio dovrà certamente rivolgersi al mercato finanziario per gli investimenti necessari, ma soprattutto l'impatto dei nuovi pesanti costi avrà forti ripercussioni non solo sul moltiplicatore d'imposta ma si assisterà ad un aumento preoccupante del debito pubblico e di quello pro capite, già oggi elevati, che graveranno sulle generazioni future. La decisione di ridurre il moltiplicatore è stata quindi una decisione inopportuna ed insensata e per fortuna, dal prossimo anno, sarà il CC e non più il Municipio a stabilirlo. È quindi irresponsabile che un esecutivo progetti un importante investimento come la scuola, senza preoccuparsi di calcolarne gli effetti sulla gestione corrente e di riflesso sul moltiplicatore. Se però si analizza la posizione dell'esecutivo nei confronti del progetto di aggregazione con Verscio e Cavigliano si può facilmente capire la mossa «strategica» della riduzione del moltiplicatore utilizzato come specchietto per le allodole. Una simile decisione può infatti far credere alla popolazione che Tegna si trovi in una situazione privilegiata rispetto ai 2 Comuni limitrofi nascondendo la realtà delle cose nella convinzione di attirare voti contrari all'aggregazione. Ricordiamoci che anche in occasione della votazione del settembre 2002 la situazione del moltiplicatore era analoga. Il moltiplicatore fissato per il 2002 e il 2003 era del 65% mentre nel 2004 era già salito al 80% per poi raggiungere il 90 % l'anno seguente. Ho ritenuto indispensabile dare questi chiarimenti alla popolazione per evitare che si cada nel tranello «abilmente» escogitato dal Municipio per convincere la gente che per il nostro Comune l'aggregazione non è un buon affare. Il voto dei cittadini non deve essere influenzato da decisioni politiche di parte e non corrette. La popolazione di Tegna dovrà quindi poter decidere con un'informazione seria e senza illusioni di alcun genere, tenendo presente che si sta decidendo il destino «politico» non solo nostro, ma soprattutto dei nostri figli.
* già municipale (capo dicastero finanze) di Tegna
Rassegna stampa - 3 settembre 2011
Secondo incontro pubblico sulla fusione E a Tegna si aggira il fantasma... della coatta
■ Serata senza sorprese per l'aggregazione del Pedemonte; l'incontro pubblico a Verscio - Comune che nel 2002 aveva plebiscitato, con l'85% dei voti, l'unione poi naufragata con Tegna e Cavigliano - ha in sostanza confermato l'orientamento positivo della popolazione locale; l'attesa è ora tutta rivolta verso Tegna, dove l'incognita riguarda la propensione dei cittadini a seguire la fiera (e unanime) opposizione mostrata dal Municipio.
A Verscio, il Cantone è stato rappresentato dal direttore della sezione Enti locali Elio Genazzi, che - richiamando la sua esperienza di sindaco, a Maggia - ha ricordato come il primo colpo di piccone del «cantiere politico ticinese del decennio» fosse giunto, a metà degli anni ‘90, sotto forma di provocazione. Il documento Il Cantone e i suoi Comuni , commissionato dall'allora direttore del Dipartimento istituzioni Alex Pedrazzini, aveva avuto «l'effetto di un sasso gettato nello stagno», allora popolato da 247 tra pesci grandi, medi, piccoli e piccolissimi. «Oggi siamo scesi a 157 Comuni, e l'obiettivo è di ridurli a meno di cento», ha ribadito Genazzi, sottolineando che «in nessun caso chi si è aggregato oggi vorrebbe tornare indietro». Infine, è giunto l'elogio al progetto Tre Terre - ripartito nel 2007, grazie a una raccolta di firme - «nato dal basso e quindi genuino».
Da parte sua, il sindaco Bruno Caverzasio ha poi invitato la popolazione a riflettere sulla stanchezza della quale soffrono i Comuni attuali, esemplificata dalla difficoltà nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per la politica, e sullo scarso peso del Pedemonte a livello regionale: «Non ci invitano neanche alle riunioni del Convivio intercomunale dei sindaci!».
Sul versante finanziario, il capo Dicastero Antonio Monaco ha invece riassunto la situazione attuale con una schematica pagella; Cavigliano è «in difficoltà per i grossi investimenti sostenuti nel recente passato», Verscio è oggi «messo meglio dei vicini, grazie ai risparmi degli ultimi anni» mentre Tegna rimane «difficile da valutare»: «ha un aspetto fiorente, ma preoccupa per l'elevato debito pubblico, più del doppio della media cantonale, e per il basso livello degli ammortamenti».
Tra gli interventi del pubblico, da segnalare in particolare quello del municipale caviglianese Danilo Ceroni, con l'invito a prendere esempio dai giovani: «Loro l'aggregazione l'hanno già fatta, grazie al calcio, e quando il Raggruppamento Melezza segna una rete si abbracciano senza guardare a confini comunali!». Sul fronte del dissenso, ancora una volta si è espresso il sindaco di Tegna Omar Balli, lamentando l'esiguità del contributo cantonale (poco meno di 3 milioni, in tutto). Elio Genazzi, in proposito, si è difeso ricordando come Tre Terre sia rientrato solo come caso particolare nel credito-quadro di 120 milioni votato dal Gran Consiglio, e aggiungendo: «Ricordate che non vi aggregate per farci un favore e che il Cantone non vi deve nulla, ma si limita a operare mirando a equilibrio ed equità di trattamento».
Ultima nota sulla fusione coatta, tema di certo destinato a scaldare gli animi da qui al 25 settembre. Secondo Omar Balli, questo provvedimento - che secondo molti andrebbe applicato, nel caso di un nuovo «no» da parte di Tegna - sarebbe «antidemocratico e indecente, anche perché finora Bellinzona non ha fatto nulla per favorire questa aggregazione». O.B.
venerdì 2 settembre 2011
Rassegna stampa - 2 settembre 2011
Il peso del denaro
Cavigliano, primo serrato confronto sul tema dell’aggregazione
D.L.I cittadini di Cavigliano, stando agli umori della sala, di principio sembrano d’accordo con l’idea di aggregarsi. Ma sull’ipotesi di accorpare i Comuni di Cavigliano, Verscio e Tegna c’è anche chi rompe questo schema. Com’è il caso dei municipali di Tegna, che se la prendono coi pochi soldini versati dal Cantone. Troppo pochi i due milioni per permettere di sognare in grande.
Mercoledì, nella sala comunale, è andata in scena la prima delle 4 serate ufficiali di presentazione del progetto in consultazione popolare il prossimo 25 settembre. Autorità municipali locali, rappresentante del Dipartimento istituzioni e membri della Commissione di studio per l’aggregazione hanno invitato la sala a ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale unire le forze. Corrado Bianda (Enti locali) ha ricordato il punto di vista del Cantone sul cantiere “aggregazioni”, insistendo sul fatto che le decisioni non devono essere prese di pancia ma con cognizione di causa e senza pregiudizi. Ha pure messo in guardia i presenti sui rischi di una bocciatura del progetto: « Se esce un ‘no’ dalle urne, la porta arrischia di essere chiusa per lungo tempo ».
L’invito a cominciare a ragionare su un nuovo assetto organizzativo è giunto dal sindaco di Cavigliano (brillante la sua presentazione, ndr .) : « Ci sono realtà che hanno una logica che porta alla fusione. La nostra, per certi versi, è una delle più scontate perché geograficamente e demograficamente i nostri tre paesi sono simili – ha esordito Fabrizio Garbani Nerini –. I problemi che dobbiamo affrontare e le competenze sono sempre più di tipo regionale, solo uniti saremo in grado di far sentire la nostra voce. Nessuno di noi, inoltre, preso singolarmente, è in grado di realizzare uno solo dei progetti auspicati nello studio ». Quanto all’aspetto del futuro Comune unico di Tre Terre (nome che, in sala, ha fatto sorgere qualche piccola perplessità) ha spiegato: « Resterà una realtà a misura d’uomo, un villaggio di 2.600 anime con prerogative e peculiarità intatte ma con più autorevolezza ». Applausi scroscianti per lui. Danilo Ceroni, membro della Commissione di studio, ha radiografato, dal punto di vista economico, il quadro attuale e gli scenari futuri. La discussione ha cambiato il passo quando è stato dato spazio agli interventi del pubblico. Romano Maggetti ha esortato i tre Comuni a mettersi assieme, valorizzando le rispettive qualità (il decisionismo di Verscio, la precisione e correttezza di Cavigliano e la sensibilità sociale di Tegna). Il granconsigliere Cick Cavalli ha indicato nel servizio pubblico, nelle pari opportunità e nelle infrastrutture per la cittadinanza le ricchezze del futuro ente. Il primo cittadino di Tegna, Marco Peter, ha definito non rappresentativo della volontà dei cittadini l’attuale Esecutivo di Tegna, ricordando come la maggioranza del Legislativo si sia espressa per la fusione. Sul fronte opposto, a picconate Omar Balli, sindaco di Tegna, ha cercato di sgretolare le speranze di chi crede che, con gli aiuti del Cantone, si possano portare a compimento innumerevoli progetti. Un attacco diretto al Governo, accusato di favorire altri processi aggregativi a scapito del Pedemonte. Immediata la replica di Corrado Bianda, che senza tanti giri di parole ha spiegato che questi due milioni (più incentivi sotto altre forme) non erano nemmeno stati previsti, dal momento che la fusione nel Pedemonte non rientra nei progetti che beneficiano del credito complessivo di 120 milioni. Per la serie, prendeteveli in fretta e zitti. « La vostra rabbia contro il Cantone – ha osservato Garbani Nerini – non vi deve allontanare da noi! La fusione noi la facciamo per il nostro interesse, non per quello di Bellinzona. Il chiudersi a riccio non si giustifica. Al contrario, dovremo darci una mano ». Ulteriore ondata di applausi. Finale assai arroventato: Omar Balli è tornato a suonare il tam tam delle “pie illusioni”, concetto ripetuto all’inverosimile, tanto da mandare su tutte le furie alcuni presenti. Il suo collega di Municipio Sergio Ferrari ha invece parlato di una « progettualità che non può esserci. Senza soldi partiamo zoppi! ».
Ma di denaro, anche a Tegna, a detta di Antonio Monaco, della Commissione di studio, non ce n’è: con quattro cifre messe lì con gran dimestichezza ha distrutto il forziere dei “cugini”. Come dire o vi unite, o finirete presto sul lastrico.
Il vil denaro resta comunque, una volta ancora, una delle cause di pregiudizio nei confronti del matrimonio a tre.
Cavigliano confida nel sì, ancora dubbi da parte tegnese
■ Secondo un noto proverbio per fare un matrimonio bisogna essere in due. Poco confutabile in un contesto puramente legale e coniugale. Piuttosto discutibile, in senso positivo s'intende, se il riferimento è il prossimo 25 settembre, giorno in cui le popolazioni di Tegna, Verscio e Cavigliano saranno chiamate a votare in merito al progetto di aggregazione delle Tre Terre o, in altre parole, a confermare che l'affare - o meglio, l' opportunità - non può essere tale se non stipulata a tre. Ipotesi che gli addetti ai lavori, in primis il gruppo di sostegno «L'Unione fa la forza», si augurano entri nella testa e nel cuore dei cittadini di tutte e tre le località che decideranno le sorti della nuova entità comunale. Nella testa, pensando al maggiore peso politico, autonomia e potere decisionale che deriverebbero da un esito positivo delle votazioni. Nel cuore, se davvero si ha a cuore (il gioco di parole è d'obbligo) il potenziale benessere socio-economico a vantaggio della comunità locale. Sembrano queste, perlomeno, le aspettative raccolte durante la prima serata informativa sul processo di fusione, tenutasi mercoledì a Cavigliano.
Ticino da riorganizzare
L'incontro, prima di procedere col punto di vista dei diretti interessati, è stato comunque introdotto da una panoramica cantonale. Se un processo di aggregazione avviene soprattutto nell'interesse della popolazione residente - coi relativi benefici - sono altresì pertinenti le motivazioni fornite da parte delConsiglio di stato. Come sottolineato da Corrado Bianda della Sezione enti locali, le diverse fusioni avvenute negli scorsi anni su suolo cantonale sono parte fondamentale dell'importante riorganizzazione istituzionale in corso, comprendente una massiccia riduzione del numero di comuni. Passare quindi dalle 247 entità del 1994 - troppe per una popolazione di 350 mila abitanti - a un potenziale centinaio consentirebbe alle autorità l'istituzione di comuni finanziariamente sani, da mantenere tali nel corso del tempo dandogli maggiore autonomia e capacità contrattuali. Per la cronaca l'attuale situazione vede 157 unità, 90 in meno rispetto al 1994.
Ultima occasione
La conclusione di Bianda è perentoria: se stavolta il progetto non passasse, come accadde nel 2002 causa rinuncia della popolazione di Tegna, di occasioni per riproporlo, ridiscuterlo e rimetterlo in votazione non vi saranno più. Nello stesso tempo, però, è stato ricordato che proprio per la sua importanza la decisione va pur presa con criterio e coscienza, soppesando tutti i fattori del caso.
Qui Cavigliano
Ricollegandosi al discorso precedente è poi toccato a Cavigliano (in cui, nel 2002, la votazione passò sul filo del rasoio) sintetizzare le ragioni per portare i cittadini verso il «sì». Un'unione, questa, che avverrebbe fra tre realtà contigue oltre che simili, un'unione nella loro specificità e che, secondo il sindaco
Fabrizio Garbani Nerini , è una delle più scontate in Ticino perché l'importante riassestamento a livello di Municipio e Consiglio comunale porterebbe maggiori efficacia ed efficienza nel risolvere le problematiche comuni alle località coinvolte. Tra esse, notevoli passi si farebbero verso una miglior stabilità finanziaria che consentirebbe, di conseguenza, miglior progettualità. Citati a tal proposito, tra gli altri, i piani per la nuova scuola a Tegna, per la palestra, per la ristrutturazione del centro amministrativo di Verscio e per l'adeguato completamento della pista ciclabile lungo la Melezza.
La parola al pubblico
Nonostante un clima favorevole alla fusione alcuni rappresentanti del comune di Tegna non hanno esitato a sollevare qualche dubbio, soprattutto sul comportamento del Cantone che, a detta del sindaco Omar Balli , ha deciso la cifra del contributo ben prima di consultare il rapporto definitivo della commissione. A tal riguardo i 2 milioni basterebbero per la realizzazione di ben pochi progetti rispetto a quelli in lista. Non è mancato un piccolo scontro verbale con l'omologo caviglianese, che ha accusato il collega di eccessiva ridondanza dopo l'ennesima critica alle autorità.
Ieri sera è stata la volta di Verscio e martedì 6 settembre toccherà a Tegna, mentre il 10 settembre, sempre a Tegna, parte la simbolica biciclettata.
IVAN SUGAR
sabato 27 agosto 2011
‘Tre Terre’, un territorio coerente
La Regione Ticino, sabato 27 agosto 2011
Il dibattito
‘Tre Terre’, un territorio coerente
di Francesco Cavalli,VerscioCostituire “entità territoriali coerenti” è una delle condizioni previste dalla Legge per procedere all’aggregazione tra due o più Comuni. Questo concetto di coerenza territoriale è stato fonte di non poche controversie nel caso di alcune aggregazioni portate a termine o abbandonate nel recente passato. Se è vero che in qualche caso il progetto aggregativo non era perfetto da questo punto di vista, nessuno potrà negare che le Terre di Pedemonte costituiscono un’entità territoriale coerente, anzi si può affermare, senza tema di smentita, che ne sono un caso esemplare. Un fatto riconosciuto in tutto il Cantone, da Chiasso ad Airolo, come pure da tutto l’arco politico dalla destra alla sinistra. Dal punto di vista geografico, lo si impara a scuola, le tre Terre sono disposte in modo analogo su terrazzi che scendono verso il fondovalle della Melezza. Gli insediamenti umani si sono sviluppati nel tempo partendo dai nuclei posti a ridosso della montagna per poi occupare, specialmente negli ultimi decenni, una porzione sempre maggiore di territorio. Così che ora i confini tra i singoli comuni sono sempre meno evidenti e anche gli ultimi spazi vuoti stanno scomparendo in conseguenza dell’intensa edificazione in atto nel settore ovest di Tegna. Ebbene su un territorio come il nostro, che si presenta con una morfologia unitaria e un’urbanizzazione uniforme, la presenza di tre entità politiche, che certamente si giustificava in passato, si sta sempre più rivelando eccessiva, se non persino controproducente. Questo nostro territorio è una risorsa preziosa e non rinnovabile: va dunque gestito con una politica lungimirante di “sviluppo sostenibile” che privilegi gli interessi della collettività e la qualità di vita. E questi obiettivi si raggiungeranno molto più facilmente con un comune unico che non con altre forme di collaborazione che spesso risultano di difficile gestione. Non è un discorso teorico in quanto gli esempi non mancano: si pensi all’approvvigionamento idrico con un consorzio e tre aziende comunali, ai percorsi ciclabili e alla viabilità in genere, alla zona artigianale, allo smaltimento dei rifiuti e al piano regolatore per limitarsi ai problemi che toccano la politica territoriale. Ma considerazioni analoghe valgono per ogni altro aspetto della conduzione della cosa pubblica, come è stato evidenziato nella presentazione del gruppo di sostegno “Tre Terre: l’unione fa la forza”. Fra poche settimane, le cittadine e i cittadini di Tegna, Verscio e Cavigliano si esprimeranno, in votazione consultiva, per accogliere o respingere questo secondo progetto aggregativo dei tre attuali Comuni. Si tratta, quasi certamente, dell’ultima opportunità che abbiamo a disposizione e che va colta per favorire uno sviluppo armonioso e costruttivo di queste nostre Tre Terre. Nella convinzione che la ricchezza di un territorio non va misurata in termini di capitale proprio o di moltiplicatore politico, ma è determinata dai valori ambientali e dalla qualità di vita, faccio un caldo invito a tutte e a tutti affinché il prossimo 25 settembre sostengano con un SÌ convinto la proposta di aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano in un unico comune che si chiamerà Tre Terre.
martedì 23 agosto 2011
Serate pubbliche e date importanti
Rassegna stampa - 23 agosto 2011
La Regione Ticino
‘Tre Terre’, ora o mai più
La commissione di studio spiega i vantaggi dell’aggregazione intercomunale
D.L.Ieri intanto, a Cavigliano, il Gruppo di studio per la fusione (con alla testa Marco Mariotta ), al quale si deve il gran lavoro di raccolta dati e di programmazione portato avanti dal 2007 ad oggi, ha voluto incontrare la stampa per presentare quelli che sono gli atout del progetto. A cominciare da una struttura politica più snella ed efficace.
Oggi nei tre Comuni sono attivi 15 municipali e 67 consiglieri comunali; senza dimenticare le circa 160 persone che ruotano attorno a consorzi ed enti vari; con la fusione il loro numero scenderà a 5 municipali e 25 legislatori. I macchinosi e litigiosi consorzi, invece, spariranno. Ciò garantirà, in ogni settore, un’amministrazione più snella (con la riduzione dei tempi decisionali) e funzionale, irrobustendo la forza contrattuale del nuovo ente al cospetto dei Comuni circostanti e dello Stato. Ma, soprattutto, ha sottolineato il sindaco di Verscio Bruno Caverzasio , permetterà quella separazione dei poteri che oggi non può essere garantita in quanto in molti devono giocoforza ricoprire più funzioni e cariche. Sarà pure meno complicato trovare persone motivate e disposte ad occuparsi della “cosa pubblica”, dal momento che le poltrone in seno alle varie compagini saranno ridotte sensibilmente. In altre parole si allarga l’ambito territoriale da amministrare, si centralizzano le decisioni ma non cambiano né il sistema di amministrazione, né, molto realisticamente, le rappresentanze “politiche” e i relativi legami e modalità di amministrazione. Al di là di una generica economia di scala in termini di risorse umane, sul fronte della progettualità – sempre a detta degli interessati – le cose miglioreranno. Quale esempio sono state portate opere quali la nuova scuola di Tegna, il futuro Centro civico a Verscio (con la ristrutturazione del vecchio palazzo comunale) e la palestra/centro sportivo. Dal punto di vista finanziario – come ha illustrato Antonio Monaco – con gli aiuti e gli incentivi cantonali (importanti benefici annui giungeranno dalla Legge sulla promozione degli investimenti) il moltiplicatore di “Tre Terre” (così si chiamerà) si assesterà sul 90 per cento. « Ci saranno dei risparmi, ne sono sicuro, anche se non nell’immediato, dal momento che bisognerà dapprima procedere ad una riorganizzazione logistica ».
Legittimo chiedersi se dal Cantone non era possibile ottenere di più in termini di pregiata valuta: « Il Pedemonte rappresenta un caso anomalo. Non figurava infatti nella lista di quei progetti pronti a spartirsi la torta da 120 milioni di franchi destinata a tale scopo. È grazie all’aiuto dell’ex consigliere di Stato Luigi Pedrazzini che abbiamo potuto beneficiare di un contributo di due milioni. Perciò questa cifra va accettata». Anche perché – come rilevato da più parti – la fusione non deve basarsi solo sul parametro finanziario.
Le ipotesi: sì o no, cosa potrebbe succedere?
« Stavolta decidiamo noi. La prossima, se bocciamo il progetto, no. Saranno gli altri a decidere al posto nostro ». È categorica nel suo giudizio Mariagrazia Peri , rispondendo alla domanda “cosa succederà se l’aggregazione viene respinta?” Scartata l’ipotesi di una eventuale fusione a due perché priva di senso, si teme che il programma di sviluppo dei tre Comuni (capace di valorizzare le risorse naturalistiche, garantire la salvaguardia del territorio e offrire migliori servizi e infrastrutture alla popolazione) possa impantanarsi. Da non scartare nemmeno l’ipotesi di un’unione coatta.
Il governo è stato chiaro: niente fusioni, niente aiuti. Cosa ancor più grave se non si è saputo dotare il paese delle infrastrutture di base.
Nel caso di Tegna, la scuola: « Occorre stare attenti alle motivazioni portate dai contrari alla fusione come il Municipio di Tegna. Da 20 anni l’aspettiamo e non è ancora realtà – osserva Marco Mina –. Quello del moltiplicatore basso è uno specchio per le allodole! ». Dovesse invece prevalere il “sì”, ecco che il primo aprile del 2012 i cittadini del Pedemonte saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti nella nuova realtà istituzionale.
Per una più attenta e meditata analisi, in modo da porre i cittadini in condizione di comprendere e valutare la portata del voto che andranno a dare e le possibili conseguenze che ne possono derivare, sarà presto recapitata a tutti i fuochi la documentazione col materiale di voto.
Corriere del Ticino
Tre Terre Si avvicina il voto nell’«altro» 25 settembre
Fasi finali nella campagna sull’aggregazione del Pedemonte
■Mentre l’attenzione generale è puntata sull’aggregazione della Sponda sinistra della Maggia, c’è anche un «altro» 25 settembre; fra cinque domeniche, infatti, anche la popolazione delle Terre di Pedemonte avrà infatti espresso il proprio parere sull’unione politica dei Comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano. Un progetto sicuramente più piccolo rispetto a quello che interessa l’area urbana – il comprensorio interessato conta 2.600 abitanti – ma non per questo meno complesso e travagliato, nella sua fase di sviluppo. Ieri mattina, a Cavigliano, il Gruppo di studio che ha disegnato i contorni del futuro Comune di Tre Terre – questo il nome scelto per la nuova entità, in caso di successo alle urne – ha ripercorso la storia a di questa iniziativa politica, e descritto i contenuti degli accordi raggiunti con il Cantone.
Il nuovo Comune in cifre
Questi, in poche cifre, i lineamenti di Tre Terre: detto dei 2.600 abitanti, il nuovo Comune si svilupperebbe su 1.139 ettari, avrebbe un capitale proprio di 4 milioni di franchi, moltiplicatore d’imposta al 90% e possibilità annue di investimento pari a 1,7 milioni di franchi senza ricorrere a ulteriore indebitamento. I tre progetti principali individuati dalla Commissione sarebbero la Scuola elementare di Tegna, il nuovo palazzo comunale a Verscio e il centro sportivo con palestra, sempre a Verscio. Dal punto di vista politico, le attuali 160 poltrone – tra Municipi, Consigli comunali e consorzi vari – si ridurrebbero drasticamente: il Comune conterebbe un Municipio di 5 membri e un Legislativo di 25.
Gli incontri con la popolazione
Per quanto riguarda l’avvicinamento al voto, in questi giorni la cittadinanza riceverà a domicilio la documentazione con il materiale per esprimere la propria decisione. Serate pubbliche sono poi previste nei saloni comunali dei tre Comuni (sempre con inizio alle 20): mercoledì 31 agosto a Cavigliano, il giorno seguente a Verscio e mercoledì 6 settembre a Tegna. Il «gran finale» è poi in programma giovedì 15 settembre dalle 18, nel capannone del campo sportivo di Verscio, con una maccheronata preceduta dagli interventi dei sindaci e dei consiglieri di Stato Manuele Bertoli e Norman Gobbi. Da segnalare, infine, una giornata ricreativa organizzata dal Gruppo di sostegno all’aggregazione, sabato 10 settembre: in programma, con partenza da Tegna alle 16 e arrivo a cavigliano alle 18, una biciclettata sull’argine del fiume seguita da un aperitivo.
L’enigma rimane Tegna
Oggi come nove anni or sono, ad ogni modo, il vero punto interrogativo dell’aggregazione è la posizione di Tegna. Il Municipio ha ribadito il suo parere negativo sul progetto – ritenuto «Versciocentrico » e troppo povero, visto l’esiguo contributo finanziario cantonale – e non è chiaro se i cittadini, ancora una volta, ne seguiranno le indicazioni. Di sicuro – hanno chiarito i membri della Commissione di studio – per ora c’è solo che l’opzione dell’aggregazione coatta non è più un tabù; soprattutto se, come nel 2002, i «sì» dalle urne saranno maggioritari – oltre che negli altri due Comuni – anche nel computo complessivo. O.B.
Giornale del Popolo
TEGNA, VERSCIO E CAVIGLIANO Incontro con la Commissione di studio
«La fusione? Un’opportunità (l’ultima) da non perdere»
I punti forti del progetto descritti nel Rapporto alla cittadinanza redatto dal Cantone, distribuito in questi giorni a tutti gli abitanti.
di DOMINIQUE RATTAGGI-SALMINA
Servizi migliori, maggiore progettualità, gestione più razionale delle risorse, finanze più solide, decisioni più rapide. Sono solo alcuni dei numerosi benefici legati all’aggregazione di Tegna, Verscio e Cavigliano. Benefici che sono elencati nel Rapporto alla cittadinanza redatto dal Cantone, che dovrebbe giungere nelle case degli abitanti delle Terre di Pedemonte proprio in questi giorni, insieme ai preavvisi dei Municipi di Verscio e Cavigliano (quello di Tegna non è ancora pronto).
Ieri alcuni membri della Commissione di studio (Marco Mariotta, Bruno Caverzasio, Antonio Monaco, Mariagrazia Peri e Marco Mina) hanno incontrato la stampa per presentare la pubblicazione, ricordare gli appuntamenti in vista della votazione consultiva del 25 settembre (vedi box) e ribadire l’importanza del progetto. Un progetto che – si spera – vada finalmente in porto. «I cittadini – ha infatti commentato Mariagrazia Peri – devono capire che questa volta decidiamo ancora noi, la prossima no. Se non ci aggreghiamo, diventando più forti agli occhi del Cantone, in futuro ci obbligheranno ad unirci a Locarno». Insomma, il messaggio è abbastanza chiaro: «Non sprechiamo quest’ultima chance».
I cittadini delle Tre Terre, lo ricordiamo, erano già stati chiamati ad esprimersi sulla fusione nel 2002. L’esito, allora, era stato positivo a Verscio e Cavigliano, ma negativo a Tegna. Per questo motivo il progetto era stato abbandonato. A nove anni di distanza, Tegna resta la gatta da pelare. Il Municipio ha infatti preavvisato negativamente la proposta elaborata e il sindaco Omar Balli – come spiegato ieri – ha addirittura lasciato la Commissione di studio, ritenendola di sostegno all’aggregazione e non solo di accompagnamento. L’obiettivo è quello di creare un nuovo Comune (che si chiamerà Tre Terre e conterà circa 2.600 abitanti), che risponda in modo più efficiente ed efficace alle necessità della popolazione. «Oggi – ha spiegato Mariotta – in una realtà piccola come la nostra abbiamo 15 municipali e 67 consiglieri comunali. Decisamente troppi. Con la fusione si passerebbe a cinque municipali e 25 consiglieri». «E quel che è importante – ha aggiunto Caverzasio – è che si avrà una reale separazione dei poteri: il municipale farà il municipale, il funzionario farà il funzionario. Attualmente, purtroppo, non è così ». Insomma, si avrà un’organizzazione migliore, a tutto vantaggio della popolazione. Punto fondamentale, come ricordato, la progettualità. Tre i progetti prioritari per il nuovo Comune: la scuola elementare a Tegna, la trasformazione del palazzo comunale di Verscio in un centro amministrativo e culturale, e la formazione di un centro sportivo a Verscio.
«Qualcuno sostiene – ha spiegato Monaco – che non serve la fusione, ma che basterebbe aumentare la collaborazione tra Comuni. Non è così: lo dimostrano i problemi legati alla ciclopista e al Consorzio intercomunale acqua potabile».