martedì 6 settembre 2011

Lista adesioni - 6 settembre 2011

cognome

nome

domicilio

1

Ammann

Tobias

Verscio

2

Bäschlin

Marisa

Tegna

3

Bäschlin

Jean Pierre

Tegna

4

Baumer

Andrea

Tegna

5

Baumer-Cavalli

Michela

Tegna

6

Belotti

Remo

Tegna

7

Belotti

Ursula

Tegna

8

Beltrami

Ivano

Cavigliano

9

Beretta

Ugo

Verscio

10

Bianchetti

Sergio

Cavigliano

11

Bianchetti

Gilia

Cavigliano

12

Broggini

Mauro

Cavigliano

13

Cadlolo

Aicha

Tegna

14

Cattori

Marco

Tegna

15

Cattori

Ursula

Tegna

16

Cavalli

"Cick" Francesco

Verscio

17

Cavalli

Corrado

Tegna

18

Cavalli

Samuele

Verscio

19

Danzi

Silvia

Cavigliano

20

De Bianchi

Valentina

Tegna

21

De Bianchi

Chiara

Tegna

22

De Bianchi

Giuseppe

Tegna

23

De Bianchi

Franca

Tegna

24

Dellagana

Mattia

Cavigliano

25

Dellagana

Fausta

Cavigliano

26

Dellagana

Ivo

Cavigliano

27

Dettling

Daniela

Tegna

28

Di Salvo

Joe

Cavigliano

29

Donati

Franco

Tegna

30

Dürig

Ruth

Tegna

31

Dürig

Hanspeter

Tegna

32

Enderli

Hans Peter

Cavigliano

33

Enderli-Gemach

Eva

Cavigliano

34

Erdmann-Wehrli

Brigitte

Cavigliano

35

Fiscalini

Dante

Cavigliano

36

Fiscalini

Michele

Tenero

37

Fiscalini

Dante

Cavigliano

38

Galfetti

Giovanni

Cavigliano

39

Galfetti

Daniela

Cavigliano

40

Galgiani

Linda

Cavigliano

41

Galgiani

Flavio

Cavigliano

42

Galgiani Giovanelli

Lucia

Cavigliano

43

Galli

Brenno

Verscio

44

Gayer

Federica

Cavigliano

45

Gayer

René

Cavigliano

46

Giovanelli

Mauro

Cavigliano

47

Gobbi

Renato

Verscio

48

Gobbi

Flavio

Tegna

49

Gobbi

Silvia

Tegna

50

Gobbi

Silvano

Tegna

51

Gobbi

Dolores

Tegna

52

Gobbi Wuthier

Adriana

Cavigliano

53

Hefti

Lalo

Verscio

54

Hefti

Giovanni

Verscio

55

Hungerbühler Savary

Ruth

Verscio

56

Ingeborg

Lüscher

Tegna

57

Janner

Paolo

Tegna

58

Keller

Adriano

Tegna

59

Leoni

Enrico

Cavigliano

60

Leoni

Carla

Cavigliano

61

Losa

Edy

Verscio

62

Losa

Franco

Verscio

63

Madonna Maggetti

Clara

Cavigliano

64

Maggetti

Mario

Cavigliano

65

Managlia

Renato

Tegna

66

Managlia

Marisa

Tegna

67

Marusic

Rita

Cavigliano

68

Mina

Silvia

Tegna

69

Monaco

Joe

Tegna

70

Monaco

Wanda

Tegna

71

Moro

Giancarlo

Cavigliano

72

Moro

Ruth

Cavigliano

73

Paolinelli

Franziska

Tegna

74

Paolinelli

Patrick

Tegna

75

Peter

Marco

Tegna

76

Poncini

Ester

Verscio

77

Poully

Emanuel

Verscio

78

Previtali

Raffaele

Tegna

79

Previtali

Augusta

Tegna

80

Rauch

Michela

Tegna

81

Rauch

Loretta

Tegna

82

Ravani

Omar

Tegna

83

Rieder

Marzia

Tegna

84

Rivaroli

Mao

Tegna

85

Romano

Gian Antonio

Verscio

86

Schmid

Urs

Tegna

87

Snider

Antonio

Verscio

88

Snozzi

Alfredo

Verscio

89

Soar

Stefanie

Verscio

90

Soar

Richard

Verscio

91

Stöckli

Bernhard

Cavigliano

92

Togninalli

Danilo

Verscio

93

Togninalli

Danilo

Verscio

94

Togninalli

Matteo

Verscio

95

Valsangiacomo

Nelly

Tegna

96

Wallimann

Martina

Verscio

97

Wuthier

Ivo

Cavigliano

98

Zanoli

Aurelio

Cavigliano

99

Zerbola

Alessandra

Tegna

100

Zerbola

Remo

Tegna

101

Zimmermann

Laura

Verscio

lunedì 5 settembre 2011

Comunicato stampa PPD + PS di Tegna

Aggregazione Tre Terre: votiamo SI il 25 settembre

La Sezione PPD e il Gruppo PS di Tegna desiderano sottolineare l’importanza della votazione consultiva del prossimo 25 settembre che vedrà la popolazione esprimersi sull’aggregazione tra Tegna, Verscio e Cavigliano. Il progetto aggregativo è un passo fondamentale per lo sviluppo dei nostri tre paesi; infatti solo unendoci potremo avere una maggiore forza contrattuale verso l’agglomerato di Locarno e verso il Cantone. Con la fusione eviteremo inoltre una dispersione di risorse sia umane che finanziarie. Basti pensare che viviamo in un territorio ristretto di pochi chilometri e tre amministrazioni comunali non sono performanti per il nostro sviluppo. Le Tre Terre, unite in un unico comune, avranno la massa critica per proporre quei servizi che attualmente non possono neanche essere presi in considerazione. Pensiamo ad esempio agli aiuti per gli anziani o ai giovani. Ma ora le situazioni di collaborazione intercomunale non sono più sufficienti: è giunto il momento di cambiare per avere un unico Comune più performante e che sappia rispondere al meglio ai nuovi e molteplici bisogni della popolazione.

Infine, apparentemente le finanze comunali di Tegna potrebbero sembrare positive, ma non lo sono per niente: è vero che abbiamo un capitale proprio importante, ma pure un debito pubblico fuori misura. E ricordiamoci che, quando verrà realizzato la nuova scuola, il capitale proprio sarà azzerato ma il debito pubblico rimarrà elevato o risulterà ancora più alto. Inevitabilmente il moltiplicatore d’imposta verrà ritoccato verso l’alto (e non di poco!). Non lasciamoci quindi ingannare dalle strategie politiche applicate dal nostro Municipio contrario da sempre all’aggregazione e poco incline, lo si è visto più volte, a risolvere problemi importanti. Con l’aggregazione non solo ci saranno più forze da mettere in campo, ma anche nuove “teste” capaci di pensare finalmente al bene comune di tutti i cittadini.

Con questi principali argomenti, la Sezione PPD e il Gruppo PS di Tegna invitano la popolazione a votare SI il prossimo 25 settembre.

sabato 3 settembre 2011

Non lasciamoci illudere dal moltiplicatore d'imposta

Corriere del Ticino
TRIBUNA LIBERA GIUSEPPE DE BIANCHI*
NON LASCIAMOCI ILLUDERE DAL MOLTIPLICATORE D'IMPOSTA


C
ome tutti sapranno il Mu­nicipio di Tegna ha fissato il moltiplicatore d'imposta al 75% per l'anno 2010 ri­ducendolo di 5 punti percentuali ri­spetto all'anno precedente. La decisio­ne del Municipio è stata probabilmen­te accolta con soddisfazione da buo­na parte della popolazione che vede quindi diminuire l'onere delle impo­ste comunali a suo carico. Una deci­sione di questo genere dovrebbe però lasciar intendere una situazione eco­nomica particolarmente rosea e sta­bile che invece non corrisponde alla realtà. Il moltiplicatore fissato dal Mu­nicipio è infatti un moltiplicatore po­litico e non è assolutamente in rela­zione con l'effettiva situazione econo­mica delle casse comunali. Il preven­tivo 2011 chiude con una perdita di oltre Fr. 300'000.- mentre i consuntivi degli anni precedenti hanno registra­to continue perdite contenute da am­mortamenti minimi. Il consuntivo
2010 dovrebbe anch'esso chiudersi, co­me da preventivo in perdita. Appli­cando un moltiplicatore d'imposta adeguato il Municipio avrebbe dovu­to almeno cercare di raggiungere l'equilibrio finanziario con la chiusu­ra dei conti della Gestione corrente in pareggio ed evitando di «giocare», co­me fatto in tutti questi anni, con il ca­pitale proprio che, in sintesi, non è for­mato da denaro fisico ma è una po­sta contabile e questa è l'unica forza del Comune di Tegna cioè oppio. Co­me farà il Municipio a far fronte agli investimenti cospicui per la nuova scuola? Ha costituito in questi anni mezzi propri? Si è dotato di un piano finanziario, previsto dalla legge, per valutare l'impatto di tutti gli oneri re­lativi al nuovo investimento sulla ge­stione corrente e sul moltiplicatore? Il Municipio dovrà certamente rivolger­si al mercato finanziario per gli inve­stimenti necessari, ma soprattutto l'im­patto dei nuovi pesanti costi avrà for­ti ripercussioni non solo sul moltipli­catore d'imposta ma si assisterà ad un aumento preoccupante del debito pub­blico e di quello pro capite, già oggi elevati, che graveranno sulle genera­zioni future. La decisione di ridurre il moltiplicatore è stata quindi una de­cisione inopportuna ed insensata e per fortuna, dal prossimo anno, sarà il CC e non più il Municipio a stabilirlo. È quindi irresponsabile che un esecuti­vo progetti un importante investimen­to come la scuola, senza preoccupar­si di calcolarne gli effetti sulla gestio­ne corrente e di riflesso sul moltiplica­tore. Se però si analizza la posizione dell'esecutivo nei confronti del proget­to di aggregazione con Verscio e Cavi­gliano si può facilmente capire la mos­sa «strategica» della riduzione del mol­tiplicatore utilizzato come specchietto per le allodole. Una simile decisione può infatti far credere alla popolazio­ne che Tegna si trovi in una situazio­ne privilegiata rispetto ai 2 Comuni li­mitrofi nascondendo la realtà delle co­se nella convinzione di attirare voti contrari all'aggregazione. Ricordiamo­ci che anche in occasione della vota­zione del settembre 2002 la situazione del moltiplicatore era analoga. Il mol­tiplicatore fissato per il 2002 e il 2003 era del 65% mentre nel 2004 era già salito al 80% per poi raggiungere il 90 % l'anno seguente. Ho ritenuto indi­spensabile dare questi chiarimenti al­la popolazione per evitare che si cada nel tranello «abilmente» escogitato dal Municipio per convincere la gente che per il nostro Comune l'aggregazione non è un buon affare. Il voto dei cit­tadini non deve essere influenzato da decisioni politiche di parte e non cor­rette. La popolazione di Tegna dovrà quindi poter decidere con un'informa­zione seria e senza illusioni di alcun genere, tenendo presente che si sta de­cidendo il destino «politico» non solo nostro, ma soprattutto dei nostri figli.
* già municipale (capo dicastero finanze) di Tegna

Rassegna stampa - 3 settembre 2011

Corriere del Ticino

Tre Terre Verscio, sarà ancora un plebiscito?
Secondo incontro pubblico sulla fusione E a Tegna si aggira il fantasma... della coatta


Serata senza sorprese per l'aggregazio­ne del Pedemonte; l'incontro pubblico a Verscio - Comune che nel 2002 aveva ple­biscitato, con l'85% dei voti, l'unione poi naufragata con Tegna e Cavigliano - ha in sostanza confermato l'orientamento po­sitivo della popolazione locale; l'attesa è ora tutta rivolta verso Tegna, dove l'inco­gnita riguarda la propensione dei cittadi­ni a seguire la fiera (e unanime) opposizio­ne mostrata dal Municipio.
A Verscio, il Cantone è stato rappresenta­to dal direttore della sezione Enti locali Elio Genazzi, che - richiamando la sua espe­rienza di sindaco, a Maggia - ha ricordato come il primo colpo di piccone del «can­tiere politico ticinese del decennio» fosse giunto, a metà degli anni ‘90, sotto forma di provocazione. Il documento
Il Cantone e i suoi Comuni , commissionato dall'allo­ra direttore del Dipartimento istituzioni Alex Pedrazzini, aveva avuto «l'effetto di un sasso gettato nello stagno», allora po­polato da 247 tra pesci grandi, medi, pic­coli e piccolissimi. «Oggi siamo scesi a 157 Comuni, e l'obiettivo è di ridurli a meno di cento», ha ribadito Genazzi, sottolinean­do che «in nessun caso chi si è aggregato oggi vorrebbe tornare indietro». Infine, è giunto l'elogio al progetto Tre Terre - ripar­tito nel 2007, grazie a una raccolta di firme - «nato dal basso e quindi genuino».
Da parte sua, il sindaco Bruno Caverzasio ha poi invitato la popolazione a riflettere sulla stanchezza della quale soffrono i Co­muni attuali, esemplificata dalla difficoltà nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per la politica, e sullo scarso peso del Pedemonte a livello regionale: «Non ci invitano neanche alle riunioni del Convivio intercomunale dei sindaci!».
Sul versante finanziario, il capo Dicastero Antonio Monaco ha invece riassunto la si­tuazione attuale con una schematica pa­gella; Cavigliano è «in difficoltà per i gros­si investimenti sostenuti nel recente pas­sato», Verscio è oggi «messo meglio dei vi­cini, grazie ai risparmi degli ultimi anni» mentre Tegna rimane «difficile da valuta­re»: «ha un aspetto fiorente, ma preoccu­pa per l'elevato debito pubblico, più del doppio della media cantonale, e per il bas­so livello degli ammortamenti».
Tra gli interventi del pubblico, da segna­lare in particolare quello del municipale caviglianese Danilo Ceroni, con l'invito a prendere esempio dai giovani: «Loro l'ag­gregazione l'hanno già fatta, grazie al cal­cio, e quando il Raggruppamento Melez­za segna una rete si abbracciano senza guardare a confini comunali!». Sul fronte del dissenso, ancora una volta si è espres­so il sindaco di Tegna Omar Balli, lamen­
tando l'esiguità del contributo cantonale (poco meno di 3 milioni, in tutto). Elio Ge­nazzi, in proposito, si è difeso ricordando come Tre Terre sia rientrato solo come ca­so particolare nel credito-quadro di 120 milioni votato dal Gran Consiglio, e aggiun­gendo: «Ricordate che non vi aggregate per farci un favore e che il Cantone non vi de­ve nulla, ma si limita a operare mirando a equilibrio ed equità di trattamento».
Ultima nota sulla fusione coatta, tema di certo destinato a scaldare gli animi da qui al 25 settembre. Secondo Omar Balli, que­sto provvedimento - che secondo molti andrebbe applicato, nel caso di un nuovo «no» da parte di Tegna - sarebbe «antide­mocratico e indecente, anche perché fino­ra Bellinzona non ha fatto nulla per favo­rire questa aggregazione».
O.B.

venerdì 2 settembre 2011

Rassegna stampa - 2 settembre 2011

La Regione Ticino

Il peso del denaro

Cavigliano, primo serrato confronto sul tema dell’aggregazione

D.L.

I cittadini di Cavigliano, stando agli umori della sala, di principio sembrano d’accordo con l’idea di aggregarsi. Ma sull’ipotesi di accorpare i Comuni di Cavigliano, Verscio e Tegna c’è anche chi rompe questo schema. Com’è il caso dei municipali di Tegna, che se la prendono coi pochi soldini versati dal Cantone. Troppo pochi i due milioni per permettere di sognare in grande.

Mercoledì, nella sala comunale, è andata in scena la prima delle 4 serate ufficiali di presentazione del progetto in consultazione popolare il prossimo 25 settembre. Autorità municipali locali, rappresentante del Dipartimento istituzioni e membri della Commissione di studio per l’aggregazione hanno invitato la sala a ragionare su quanto sia davvero opportuno e funzionale unire le forze. Corrado Bianda (Enti locali) ha ricordato il punto di vista del Cantone sul cantiere “aggregazioni”, insistendo sul fatto che le decisioni non devono essere prese di pancia ma con cognizione di causa e senza pregiudizi. Ha pure messo in guardia i presenti sui rischi di una bocciatura del progetto: « Se esce un ‘no’ dalle urne, la porta arrischia di essere chiusa per lungo tempo ».

L’invito a cominciare a ragionare su un nuovo assetto organizzativo è giunto dal sindaco di Cavigliano (brillante la sua presentazione, ndr .) : « Ci sono realtà che hanno una logica che porta alla fusione. La nostra, per certi versi, è una delle più scontate perché geograficamente e demograficamente i nostri tre paesi sono simili – ha esordito Fabrizio Garbani Nerini –. I problemi che dobbiamo affrontare e le competenze sono sempre più di tipo regionale, solo uniti saremo in grado di far sentire la nostra voce. Nessuno di noi, inoltre, preso singolarmente, è in grado di realizzare uno solo dei progetti auspicati nello studio ». Quanto all’aspetto del futuro Comune unico di Tre Terre (nome che, in sala, ha fatto sorgere qualche piccola perplessità) ha spiegato: « Resterà una realtà a misura d’uomo, un villaggio di 2.600 anime con prerogative e peculiarità intatte ma con più autorevolezza ». Applausi scroscianti per lui. Danilo Ceroni, membro della Commissione di studio, ha radiografato, dal punto di vista economico, il quadro attuale e gli scenari futuri. La discussione ha cambiato il passo quando è stato dato spazio agli interventi del pubblico. Romano Maggetti ha esortato i tre Comuni a mettersi assieme, valorizzando le rispettive qualità (il decisionismo di Verscio, la precisione e correttezza di Cavigliano e la sensibilità sociale di Tegna). Il granconsigliere Cick Cavalli ha indicato nel servizio pubblico, nelle pari opportunità e nelle infrastrutture per la cittadinanza le ricchezze del futuro ente. Il primo cittadino di Tegna, Marco Peter, ha definito non rappresentativo della volontà dei cittadini l’attuale Esecutivo di Tegna, ricordando come la maggioranza del Legislativo si sia espressa per la fusione. Sul fronte opposto, a picconate Omar Balli, sindaco di Tegna, ha cercato di sgretolare le speranze di chi crede che, con gli aiuti del Cantone, si possano portare a compimento innumerevoli progetti. Un attacco diretto al Governo, accusato di favorire altri processi aggregativi a scapito del Pedemonte. Immediata la replica di Corrado Bianda, che senza tanti giri di parole ha spiegato che questi due milioni (più incentivi sotto altre forme) non erano nemmeno stati previsti, dal momento che la fusione nel Pedemonte non rientra nei progetti che beneficiano del credito complessivo di 120 milioni. Per la serie, prendeteveli in fretta e zitti. « La vostra rabbia contro il Cantone – ha osservato Garbani Nerini – non vi deve allontanare da noi! La fusione noi la facciamo per il nostro interesse, non per quello di Bellinzona. Il chiudersi a riccio non si giustifica. Al contrario, dovremo darci una mano ». Ulteriore ondata di applausi. Finale assai arroventato: Omar Balli è tornato a suonare il tam tam delle “pie illusioni”, concetto ripetuto all’inverosimile, tanto da mandare su tutte le furie alcuni presenti. Il suo collega di Municipio Sergio Ferrari ha invece parlato di una « progettualità che non può esserci. Senza soldi partiamo zoppi! ».

Ma di denaro, anche a Tegna, a detta di Antonio Monaco, della Commissione di studio, non ce n’è: con quattro cifre messe lì con gran dimestichezza ha distrutto il forziere dei “cugini”. Come dire o vi unite, o finirete presto sul lastrico.

Il vil denaro resta comunque, una volta ancora, una delle cause di pregiudizio nei confronti del matrimonio a tre.



Corriere del Ticino
Tre Terre Ultima spiaggia per la fusione comunale
Cavigliano confida nel sì, ancora dubbi da parte tegnese


Secondo un noto proverbio per fare un matrimonio bisogna essere in due. Poco confutabile in un contesto pura­mente legale e coniugale. Piuttosto di­scutibile, in senso positivo s'intende, se il riferimento è il prossimo 25 settem­bre, giorno in cui le popolazioni di Te­gna, Verscio e Cavigliano saranno chia­mate a votare in merito al progetto di aggregazione delle Tre Terre o, in altre parole, a confermare che l'affare - o me­glio, l' opportunità - non può essere ta­le se non stipulata a tre. Ipotesi che gli addetti ai lavori, in primis il gruppo di sostegno «L'Unione fa la forza», si au­gurano entri nella testa e nel cuore dei cittadini di tutte e tre le località che de­cideranno le sorti della nuova entità co­munale. Nella testa, pensando al mag­giore peso politico, autonomia e pote­re decisionale che deriverebbero da un esito positivo delle votazioni. Nel cuo­re, se davvero si ha a cuore (il gioco di parole è d'obbligo) il potenziale benes­sere socio-economico a vantaggio del­la comunità locale. Sembrano queste, perlomeno, le aspettative raccolte du­rante la prima serata informativa sul processo di fusione, tenutasi mercole­dì a Cavigliano.
Ticino da riorganizzare

L'incontro, prima di procedere col pun­to di vista dei diretti interessati, è stato comunque introdotto da una panora­mica cantonale. Se un processo di ag­gregazione avviene soprattutto nell'in­teresse della popolazione residente - coi relativi benefici - sono altresì perti­nenti le motivazioni fornite da parte del
Consiglio di stato. Come sottolineato da Corrado Bianda della Sezione enti locali, le diverse fusioni avvenute negli scorsi anni su suolo cantonale sono par­te fondamentale dell'importante rior­ganizzazione istituzionale in corso, comprendente una massiccia riduzio­ne del numero di comuni. Passare quin­di dalle 247 entità del 1994 - troppe per una popolazione di 350 mila abitanti - a un potenziale centinaio consentireb­be alle autorità l'istituzione di comuni finanziariamente sani, da mantenere tali nel corso del tempo dandogli mag­giore autonomia e capacità contrattua­li. Per la cronaca l'attuale situazione ve­de 157 unità, 90 in meno rispetto al 1994.
Ultima occasione

La conclusione di Bianda è perentoria: se stavolta il progetto non passasse, co­me accadde nel 2002 causa rinuncia della popolazione di Tegna, di occasio­ni per riproporlo, ridiscuterlo e rimet­terlo in votazione non vi saranno più. Nello stesso tempo, però, è stato ricor­dato che proprio per la sua importan­za la decisione va pur presa con crite­rio e coscienza, soppesando tutti i fat­tori del caso.

Qui Cavigliano

Ricollegandosi al discorso precedente è poi toccato a Cavigliano (in cui, nel 2002, la votazione passò sul filo del ra­soio) sintetizzare le ragioni per portare i cittadini verso il «sì». Un'unione, que­sta, che avverrebbe fra tre realtà conti­gue oltre che simili, un'unione nella lo­
ro specificità e che, secondo il sindaco
Fabrizio Garbani Nerini
, è una delle più scontate in Ticino perché l'impor­tante riassestamento a livello di Muni­cipio e Consiglio comunale portereb­be maggiori efficacia ed efficienza nel risolvere le problematiche comuni al­le località coinvolte. Tra esse, notevoli passi si farebbero verso una miglior sta­bilità finanziaria che consentirebbe, di conseguenza, miglior progettualità. Ci­tati a tal proposito, tra gli altri, i piani per la nuova scuola a Tegna, per la pa­lestra, per la ristrutturazione del centro amministrativo di Verscio e per l'ade­guato completamento della pista cicla­bile lungo la Melezza.
La parola al pubblico

Nonostante un clima favorevole alla fu­sione alcuni rappresentanti del comu­ne di Tegna non hanno esitato a solle­vare qualche dubbio, soprattutto sul comportamento del Cantone che, a det­ta del sindaco
Omar Balli , ha deciso la cifra del contributo ben prima di con­sultare il rapporto definitivo della com­missione. A tal riguardo i 2 milioni ba­sterebbero per la realizzazione di ben pochi progetti rispetto a quelli in lista. Non è mancato un piccolo scontro ver­bale con l'omologo caviglianese, che ha accusato il collega di eccessiva ridon­danza dopo l'ennesima critica alle au­torità.
Ieri sera è stata la volta di Verscio e mar­tedì 6 settembre toccherà a Tegna, men­tre il 10 settembre, sempre a Tegna, par­te la simbolica biciclettata.

IVAN SUGAR



Giornale del Popolo
PEDEMONTE Primo incontro pubblico
«La fusione utile anche a Tegna»

La prima delle quattro serate pubbliche dedicate all’aggregazione del Pedemonte è andata in scena mercoledì, nella sala comunale di Tegna, in vista della consultazione popolare del prossimo 25 settembre. Autorità municipali locali, rappresentante del Dipartimento istituzioni e membri della Commissione di studio per l’aggregazione hanno invitato la sala a ragionare su quanto sia
davvero opportuno e funzionale unire le forze.
Corrado Bianda (Enti locali) ha insistito sul fatto che le decisioni non devono essere prese di pancia ma con cognizione di causa e senza pregiudizi. Ha pure messo in guardia i presenti sui rischi di una bocciatura del progetto: «Se esce un “no” dalle urne, la porta arrischia di essere chiusa per lungo tempo
».
Anche il sindaco di Cavigliano Fabrizio Garbani Nerini, attraverso una brillante relazione,
ha invitato a ragionare attentamente: «Ci sono realtà che hanno una logica che porta alla fusione», ha esordito. «La nostra, per certi versi, è una delle più scontate perché geograficamente e demograficamente i nostri tre paesi sono simili. I problemi che dobbiamo affrontare e le competenze sono sempre più di tipo regionale, solo uniti saremo in grado di far sentire la nostra voce. Nessuno di noi, inoltre, preso singolarmente, è in grado di realizzare uno solo dei progetti auspicati nello studio».
Il nuovo Comune, ha proseguito, «resterà una realtà a misura d’uomo, un villaggio di
2600 anime con prerogative e peculiarità intatte ma con più autorevolezza». Applausi scroscianti.
Sul fronte opposto, Omar Balli, sindaco di Tegna, il quale ha cercato di smontare le speranze
di chi crede che, con gli aiuti del Cantone, si possano portare a compimento innumerevoli
progetti. Un attacco diretto al Governo, accusato di favorire altri processi aggregativi a scapito del Pedemonte. «La vostra rabbia contro il Cantone – ha replicato Garbani Nerini – non vi deve allontanare da noi! La fusione noi la facciamo per il nostro interesse, non per quello di Bellinzona». Applausi. Il clima si è scaldato. Omar Balli è tornato a suonare il tam tam delle “pie illusioni”, concetto ripetuto più e più volte. Dunque il Cantone non darebbe abbastanza soldi,
quindi meglio lasciare perdere? Ma in realtà di denaro, anche a Tegna, a detta di Antonio Monaco della Commissione di studio, non ce n’è: ha dimostrato con poche ma chiare cifre che o ci si unisce o si finisce sull’astrico».