martedì 27 settembre 2011

Tam-tam via Facebook per festeggiare la fusione


Dal Corriere del Ticino, 27 settembre 2011

Nella domenica che ha sancito il «sì» popolare al nuo­vo Comune delle Tre Terre, non c’è soltanto il risultato delle urne a fare sorridere il Pedemonte: dopo il voto, in serata, il capannone di Verscio ha infatti ospitato per una festa spontanea oltre duecento cittadini del compren­sorio, tra i quali anche diversi contrari al progetto. Tra questi anche il sindaco di Tegna Omar Balli ( a destra nel­la foto di G.A. Romano), che ha tenuto un breve discor­so dopo i colleghi Bruno Caverzasio (Verscio, al centro)
e Fabrizio Garbani Nerini (Cavigliano,
 a sinistra) – e pri­ma dell’ospite speciale, l’ex ministro Luigi Pedrazzini – raccogliendo il caloroso applauso del folto pubblico in­tervenuto. Per quanto riguarda la festa – organizzata in poche ore grazie a un tam-tam via telefonino e su Face­book – va segnalata la collaborazione dei cittadini, che ha permesso di servire oltre 200 porzioni di macchero­ni e anche (grazie ai giovani del Paese) di disporre di un impianto audio per i discorsi e la musica.


Tre Terre: l’unione fa la forza!


Con questo motto abbiamo esordito qualche mese fa per sensibilizzare la popolazione delle Terre di Pedemonte sull’opportunità di votare sì all’aggregazione. Ora, dopo il brillante risultato di domenica, che ha decretato inequivocabilmente la volontà di volersi unire, ringraziamo i nostri concittadini di Tre Terre che hanno creduto che solo uniti potremo raccogliere le sfide future, garantendo anche ai nostri figli il privilegio di poter vivere in una realtà a misura d’uomo, ma con tutti i servizi e le infrastrutture indispensabili alle moderne esigenze. Con questo gruppo abbiamo dimostrato che, perseguendo un concreto obiettivo comune, ben poco contano le ideologie partitiche. Siamo certi che Tre Terre sarà un Comune progettuale, dove saranno sì importanti i vari schieramenti per garantire la democrazia, ma saranno soprattutto le idee e le persone di buona volontà a determinarne la forza e l’attrattività!

Grazie concittadini di Tre Terre!

Cick Cavalli, Valentina De Bianchi, Lucia Galgiani Giovanelli

lunedì 26 settembre 2011

Tre Terre ce l'ha fatta!!

Tegna, Verscio e Cavigliano hanno detto sì all'aggregazione!! Ora siamo riuniti sotto un unico cappello "Tre Terre"!

Ecco la reazione del Dipartimento delle Istituzioni:
"Bene per il progetto del nuovo Comune di Tre Terre dove la consultazione, con un voto favorevole del 66.42% a Cavigliano, dell’85.74% a Verscio e del 52.56% a Tegna, ha ottenuto un ampio sostegno anche in quest’ultimo Comune, dove si erano registrate le maggiori resistenze e dove il progetto era già caduto nella votazione del 22 settembre 2002."


venerdì 23 settembre 2011

La Regione Ticino, 23 settembre

Pedemonte alla seconda prova d’appello

United colors of Pedemont

Aggregazione nelle Terre di Pedemonte, sicuramente uno dei temi più scottanti del decennio. Il nuovo progetto amministrativo di fusione dei Comuni di Tegna, Verscio e Cavigliano (un precedente tentativo fallì per il “no” di Tegna nel 2002), molto ‘chiacchierato’ e ancora avvolto da incertezze, ha acceso (un tantino troppo) gli animi in occasione delle serate informative destinate alla cittadinanza.

Un nuovo sistema

territoriale

Per alcuni (Commissione di studio, Municipi di Verscio e Cavigliano e alcune sezioni dei partiti storici) è un percorso che permetterebbe di avere una maggiore rappresentanza politica e progettualità. Si tratterebbe di un servizio globale migliorativo per il territorio con una razionalità economica gestionale, quindi, con diminuzione dei costi della macchina amministrativa. La scelta della fusione andrebbe anche a diminuire la rappresentanza amministrativa (si calcola che oggi circa 150 persone ruotino attorno ai poteri istituzionali, alle aziende municipalizzate e ai consorzi nei tre villaggi geograficamente contigui). La rete di relazioni associative odierna non basta: il sistema territoriale pedemontano è cresciuto, sono cresciute le dinamiche e le esigenze della popolazione (circa 2600 anime). Motivo per cui occorre andare oltre, superare le lentezze, restringere i tempi decisionali, costruire procedure pianificatorie e regole omogenee per offrire servizi migliori ai cittadini. Tutto ciò, sempre a detta dei fautori dell’aggregazione, richiede una capacità di conduzione amministrativa più forte, più coesa, più in linea coi tempi. Infine essendo il territorio pedemontano decentrato rispetto alla città polo, Locarno, i fautori dell’unione amministrativa ritengono necessario un rafforzamento di rappresentanza per ottenere maggiore ‘peso’ e, di conseguenza, maggiore considerazione. “Tre Terre” (questo il nome del nuovo Comune all’orizzonte) è lo strumento legislativo a disposizione per dare, a questa realtà oggi ancora divisa, più forza, rappresentatività e potere.

Senza soldi, addio

progettualità

Su posizioni completamente opposte i contrari (Municipio di Tegna in primis e Gruppo apolitico di chiarezza), a detta dei quali, in mancanza di misure d’accompagnamento finanziarie sufficienti dal Cantone (2 milioni di base), le comunità come sono organizzate oggi dovrebbero rimanere inalterate. “Senza i soldi, nessun progetto” è il ritornello ripetuto in queste settimane. Sempre l’Esecutivo di Tegna reputa troppo “versciocentrico” lo studio, che lascerebbe a Tegna solo le briciole (nuova sede scolastica e null’altro). Altro argomento sollevato, quello della prossimità al cittadino: un Comune piccolo consente di essere realmente vicini ai cittadini, motivo per cui stando ai contrari al cambiamento istituzionale è impensabile eliminare questo tipo di rappresentanza. Si finirebbe col perdere il rapporto con la gente.

La “sposa virtuosa” (il moltiplicatore d’imposta – forte deterrente – al 75 percento è il più basso ma il debito pubblico rimane però elevato) arriccia dunque il naso all’idea di un matrimonio, preferendole forme di collaborazione. La popolazione locale è alquanto divisa e lo si è visto, concretamente, in occasione dei roventi dibattiti pubblici.

Il percorso della fusione avrà il giudizio dei cittadini il prossimo 25 settembre. Vada come vada, sarà un voto di portata storica. Potrebbe, infatti, cambiare il quadro della geografia comunale. Per questo è importante che gli aventi diritto di voto partecipino in massa alla votazione consultiva. Si può essere d’accordo o meno con l’idea, ma rinunciare al diritto-dovere del voto è sempre e comunque sbagliato.


Ricchi e poveri, ma rispettosi

Peccato. Davvero peccato. Nell’attesa che qualcosa di più costruttivo, un giorno, si muova, nel Pedemonte sono stati nuovamente i riflessi del moltiplicatore d’imposta di Tegna ad abbagliare il dibattito sull’aggregazione. Con argomentazioni che hanno quasi il sapore di malriposto desiderio di rivalsa, con scene da recita parrocchiale e arringhe ripetute allo sfinimento (le stesse già udite in occasione del precedente progetto aggregativo, nel 2002) si è arrivati, alla fine, a serate informative che hanno lasciato l’amaro in bocca a molti tra il pubblico.

Nel dibattito sono intervenuti diversi cittadini e con pregevoli idee e proposte. Ma sin dall’inizio c’è stato chi ha contestato il diritto di tutti gli altri a non apprezzare tali suggerimenti. Nulla da eccepire: ognuno può manifestare le sue idee, ci mancherebbe. Ma certo non sono accettabili i toni a volte usati, assai poco urbani e soprattutto, in una società di gente per bene, le violenze verbali, invettive e provocazioni che qualche malcapitato (spesso oltretutto assente in sala!) ha dovuto ingoiare.

Avremmo preferito davvero che queste serate fungessero da punto importante di scambio di idee e prospettive diverse, confronto anche molto acceso e dialettico, ma sempre improntato alla correttezza e mai trasceso nell’attacco personale. Litigare in merito alla collocazione della sede amministrativa, o per dove far nascere un ufficio, un recapito, una casa per i ragazzi, un ente qualsiasi serve poco, anzi indebolisce tutti. Costava poco, dopotutto, sia a chi ostenta ricchezza, sia a chi insegue grandi progetti fiducioso nell’aiuto del vicino, povero o ricco che sia. Al cittadino elettore, ora, il compito di decidere se le ridotte dimensioni di certe amministrazioni sono un fattore di blocco micidiale e se sia assolutamente necessario mettere a fattore comune le scarse risorse disponibili.

giovedì 22 settembre 2011

Il progetto è buono. Lo dicono i numeri

I tempi per l'aggregazione di Caviglia­no, Verscio e Tegna sono maturi: dopo il primo tentativo finito male, il prossimo 25 settembre la popolazione deciderà nuovamente – e spero definitivamente ­sull'avvenire delle Tre Terre. In queste ul­time settimane, il progetto è diventato un argomento molto importante e – co­me è logico che sia - sono nate iniziative pro e contro, tutte (o quasi) rispettabili. Da una parte si sono visti schierati gli Ese­cutivi di Cavigliano e Verscio in corpore, incondizionatamente a favore della, fu­sione mentre il Municipio di Tegna – co­me già 9 anni or sono – si è detto decisa­mente contrario. Le motivazioni ufficia­li di Tegna per il «no» all'aggregazione sono principalmente di ordine econo­mico. Il contributo cantonale – che, va ri­cordato, ammonta a 2 milioni di franchi – viene ritenuto vergognoso, e il proget­to è inoltre giudicato troppo «Verscio­centrico ». A mio parere, in questa oppo­sizione all'unione amministrativa vedia­mo l'ultimo, disperato, tentativo di difen­dere il proprio orticello. Negli ultimi giorni, è poi emerso un non meglio definito «Gruppo apolitico di chiarezza»: talmente tanta chiarezza, che non è nemmeno possibile identificarne i promotori. Quale unica persona di ri­ferimento si menziona il prof. Claudio Beretta (alias «Tom»), del quale viene ri­proposta una presa di posizione appar­sa il 13 settembre anche sul Corriere del Ticino; noi di Verscio siamo abituati agli isterismi del «prof», ma in questo caso pare che non ci sia limite al peggio.

Procediamo con ordine. Il prof. Beretta vede Verscio accaparrarsi tutti i contri­buti cantonali. E invece, i 2 milioni di franchi in arrivo da Bellinzona sono sì destinati alla riduzione del debito pub­blico, ma quello di Cavigliano e – soprat­tutto – quello eccessivamente alto di Te­gna. Per quanto riguarda invece gli inve­stimenti, l'aiuto avverrà in base alla Leg­ge ordinaria, ragione per la quale la Com­missione ha dovuto stabilire delle prio­rità. La scelta finale è caduta, come no­to, su tre progetti: la scuola di Tegna, già in fase di progettazione, il Centro ammi­nistrativo e culturale a Verscio e il centro sportivo, con palestra, sempre a Verscio. Tre progetti che, verosimilmente, potran­no essere portati a termine nell'arco di 4-8 anni senza intaccare gli obiettivi di una gestione corrente del nuovo Comu­ne in pareggio e senza aumenti spropor­zionati del debito pubblico netto. La pro­gettualità futura, che riguarda i rimanen­ti investimenti individuati dalla Commis­sione, rimane intatta. Infatti, le nostre previsioni indicano che - dopo il conso­lidamento dei primi tre investimenti - ri­marrà spazio per proseguire con le nuo­ve opere: senza peggiorare la struttura fi­nanziaria del nuovo Comune e mante­nendo un moltiplicatore politico del 90%. Nelle serate informative, tenutesi nei tre Comuni interessati alla fusione – in par­ticolare a Tegna – sono stato definito un «funambolo» e un «manipolatore di ci­fre ». È evidente che a Verscio, con la vi­cinanza alla Scuola Dimitri, un po' fu­namboli lo siamo diventati tutti: però, l'accusa di avere manipolato i numeri è del tutto fuori posto, così come quella di volere «tirare acqua al mio mulino», ove per «mio» si intende ovviamente quello di Verscio. Cercherò di chiarire – in mo­do semplice e una volta per tutte – la si­tuazione finanziaria degli attuali tre Co­muni e dove vanno a finire i contributi del Cantone. Tegna ha risorse fiscali net­tamente maggiori degli altri tre Comu­ni, ma ha anche ha un debito pubblico nettamente più elevato: praticamente il 'miserabile' contributo del Cantone di 2 milioni, più l'aiuto di Verscio, va in ri­duzione del debito degli altri due Comu­ni. Tegna ha dalla sua un capitale pro­prio elevato, certo, ma considerando la necessità di risanamento dell'Azienda Acqua potabile tale valore si riduce sen­sibilmente, pur rimanendo alto. Rag­gruppando e consolidando questi para­metri finanziari – e senza timore di esse­re smentito – ne risulta che Cavigliano è il maggior beneficiario dell'aggregazio­ne con 1 milione e 980 mila franchi, se­guito da Tegna con 406 mila: per Verscio la situazione non cambia invece di mol­to (anche se in cifre assolute peggiora di 88 mila franchi). Confermo quindi che Verscio, per chi non sapesse ancora, non è un Comune «con le pezze ai pantalo­ni » – come si compiace di affermare qual­cuno – e nemmeno «rapinatore dei gio­ielli di famiglia altrui», bensì lungimiran­te e con uno sguardo attento e interessa­to al futuro della nostra regione, anche a favore delle nuove generazioni. Da ulti­mo, la cosa più importante: invito tutti a recarsi alle urne e a votare, democratica­mente, secondo le loro convinzioni.

Antonio Monaco,
municipale di Verscio

da il Corriere del TIcino, 22 settembre

No, ministro, così non va!

dalle Lettere dei lettori de La Regione Ticino

La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di assistere all’incontro “finale” previsto nell’ambito dell’aggregazione delle Tre Terre. Gli interventi si sono succeduti come programmato: dapprima i sindaci (chi pro e chi contro), poi i Consiglieri di Stato (Gobbi e Bertoli), in seguito i rappresentanti dei sostenitori e dei contrari. Anche in quest’occasione – come succede sempre più sovente in questi ultimi anni – uno degli oppositori ha voluto “alzare i toni” con attacchi pesanti, per non dire insulti, accomunando politici non più in carica e funzionari della Sezione Enti Locali presenti e assenti. Purtroppo nel suo successivo intervento il capo del Dipartimento interessato, il ministro Gobbi, non ha speso una parola per difendere i funzionari da quell’attacco che si può definire perlomeno poco civile e che giudico particolarmente ingiusto, in quanto i dipendenti (della Sel come di qualunque altro ufficio statale) sono gli “esecutori” di quanto i politici decidono. Quindi se le critiche – ma non gli insulti! – ci possono stare, esse devono essere rivolte a chi ha operato le scelte e non a chi, per professione, le deve mettere in pratica.Se poi – come risulta dal sito ti.ch – a Locarno il ministro ha “incensato” i funzionari della Sel c’è da chiedersi come mai abbia taciuto a Verscio. Forse perché nelle Terre di Pedemonte l’attacco proveniva da qualcuno che gli sta partiticamente vicino?

LOREDANA SCHLEGEL,BELLINZONA

martedì 20 settembre 2011

TRE TERRE , LA NOSTRA OCCASIONE PER VOLTARE PAGINA

Perché è opportuno, interes­sante, vantaggioso realizza­re finalmente l'aggregazione delle Tre Terre? Perché, come ben evidenziato dal volantino della Commissione di studio e dal gruppo di sostegno «Tre Terre: l'unione fa la forza», solo con un Comune più gran­de - e quindi più forte - sarà possibi­le migliorare il servizio pubblico e rea­lizzare progetti finora sempre riman­dati a tempi migliori, come un centro sportivo con palestra, una struttura per le attività giovanili, un asilo nido e altro ancora. Obiettivo di un'aggre­gazione - quindi anche di questa - non è invece quello di ottenere milio­ni dallo Stato per diventare più ricchi e concedersi un moltiplicatore politi­co più basso.
Nel corso della mia attività parlamen­tare, come membro della Commissio­ne aggregazioni, ho potuto constata­re che le opposizioni, quasi sempre, giungevano dal Comune apparente­mente più benestante: cioè quello con un moltiplicatore inferiore: un segna­le di egoismo e di attaccamento a pri­vilegi chiaramente in contraddizione con gli ideali di solidarietà regionale e di perseguimento del bene collettivo. Ridurre il moltiplicatore non significa altro che praticare uno sgravio fisca­le che va in sostanza a favore dei ceti più abbienti e delle persone giuridi­che, innescando un'insana concorren­za fiscale tra Comuni. E allora, le ope­razioni sul moltiplicatore sono usate ad arte per indurre l'elettorato ad op­porsi a un'aggregazione in occasione delle votazioni consultive. Purtroppo, il richiamo di queste sirene viene ascol­tato non solo da chi ci guadagna bi­glietti da mille, ma anche da cittadi­ni che con lo sgravio risparmiano po­chi franchi (e magari neppure quelli). Il municipio di Tegna in queste ope­razioni è maestro: già in vista della precedente votazione, nel 2002, aveva portato il moltiplicatore politico al 65%, per poi risalire a valori più ade­guati alla realtà negli anni seguenti. Ora, nonostante un debito pubblico elevato, ripropone un 75%, con il chia­ro scopo di indurre gli elettori a rifiu­tare per la seconda volta il progetto di aggregazione delle nostre Tre Terre.
Sembra di essere tornati indietro al 2002, quando gli oppositori - oltre ad accusare il progetto di «versciocentri­smo» - lamentavano lo scarso aiuto statale, facevano gran vanto della lo­ro ricchezza (vera o presunta) e pro­mettevano la sollecita edificazione del­la nuova scuola. Constato che 9 anni dopo gli allievi di Tegna sono sempre confinati nei prefabbricati, mentre so­no convinto che se allora fosse stata realizzata l'aggregazione, la scuola di Tegna sarebbe già una bella realtà.
Ora, purtroppo, anche i toni sono de­generati: in occasione dell'ultima se­rata pubblica sull'aggregazione delle Tre Terre - tenutasi a Verscio il 15 set­tembre con la presenza dei consiglie­ri di Stato Norman Gobbi e Manuele Bertoli - un autorevole consigliere co­munale di Tegna, si è scatenato in una sequela di invettive rivolte in modo particolare ai funzionari della sezio­ne Enti locali, che hanno condotto la trattativa con i Comuni e la Commis­sione di studio. Parole pesanti e toni arroganti, che hanno lasciato allibita buona parte dei presenti (e peccato che il consigliere di Stato Gobbi non ab­bia voluto spendere due parole a so­stegno dei suoi collaboratori).Il nervosismo dimostrato da certi op­positori, in conclusione, dimostra che le buone ragioni a sostegno dell'aggre­gazione stiano raccogliendo nuovi fa­vori su tutto il territorio: mi auguro quindi che sia finalmente la volta buo­na e che domenica prossima possa uscire dalle urne un verdetto positivo per il nuovo Comune delle Tre Terre, così da poter guardare avanti con rin­novata fiducia.

FRANCESCO «CICK» CAVALLI, granconsigliere ed ex municipale Verscio